I protagonisti di questa vicenda sono stati circa duemila minatori croati, sloveni, italiani, tedeschi, cechi, slovacchi, polacchi e ungheresi. Il loro motto fu “Kova je naša”, la miniera è nostra, il loro simbolo era la falce e martello.
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Dopo che il Partito Socialista Italiano e i sindacati portarono ad Albona il
triestino Giovanni Pipan, che divenne rapidamente il leader sindacale dei
minatori, il malcontento operaio verso l’amministrazione della miniera in
mano alla "Società Anonima Carbonifera Arsia" crebbe rapidamente. |
La piccola cittadina di Labin sorge a metà strada tra Pola e Fiume.
L’antico borgo ancora è circondato dagli impianti minerari che ne hanno segnato la vita negli ultimi tre secoli.
Proprio quelle miniere, nella primavera del 1921, sono state il teatro di una incredibile pagina di storia: i 35 giorni della Repubblica di Albona, la "Labinska Republika".
👉L'Istria era stata appena assegnata al Regno d'Italia e a Fiume era in pieno svolgimento l'avventura di Gabriele D'Annunzio e dei suoi legionari, antesignani degli squadristi fascisti.
👉In Italia si era in pieno
biennio Rosso e gli echi delle occupazioni delle fabbriche arrivano anche in Istria, ispirando anche i numerosi scioperi tra la fine del 1920 e l’inizio del ’21 contro delle condizioni di lavoro sempre p
iù pesanti nelle miniere dell'Arsa.
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| La tessera sindacale dei minatori dell'Arsa. |
Sono, però, anche gli anni della crescita dello squadrismo fascista e l’Istria non fa eccezione: anche qui gli squadristi si macchiano di violenze ai danni di contadini, operai e degli stessi minatori. È in questo contesto, di violenza politica a livello nazionale e di fermento sindacale a livello locale, che si ritrovano le basi per la nascita della Repubblica di Albona.
👉Il 1° marzo 1921 Giovanni Pipan viene intercettato da un gruppo di fascisti alla stazione ferroviaria di Pisino, nel cuore dell’Istria, e viene pestato