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29 aprile 2019

I bragozzi chioggiotti in Port Baross a fine '800

Il Veneto era stato austriaco fino al 1866, ma per un accordo fra Italia e Impero i pescatori chioggiotti mantennero il diritto di libera pesca costiera lungo tutto il bacino adriatico orientale, così come erano abituati a fare da tempo immemorabile.
port baross
Il "Porto Nuovo" di Fiume fu quello costruito fra il 1888 e il 1894 nell'estremità orientale della città, adibito a carico e scarico dei legnami. Diventerà poi "Port Baross", in onore del ministro ungherese Gábor Baross che l'aveva promosso. Nel 1924 esso fu ceduto dall'Italia al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni col Trattato di Roma, l'accordo bilaterale che inglobò Fiume all'Italia, dopo anni di turbolenze. Il porto vecchio e quello nuovo erano separati dal fiume Eneo, che divenne confine statale italo-Jugoslavo.                       (testi e foto dal sito Istriadalmaziacards)

26 gennaio 2019

Lo strambo accattonaggio veneziano, che visto dalla sponda croata sembra davvero lontano...

A Venezia, città mediatica e decadente, non è facile distinguere il falso dal vero, la realtà dalla sua rappresentazione, gli emarginati veri dagli inevitabili professionisti del lamento.
La cartolina è del 2017, ma è ovvio che nel frattempo nulla è cambiato. Certi scatti sono semplicemente impensabili sul Korso o al mercato cittadino di Fiume, o in qualsiasi altro posto o situazione rinvenibile sull'"altra sponda".

29 dicembre 2018

Una cartolina da Lussino, stampata ai tempi in cui si usava andare "in villeggiatura"

Fu spedita nel 1897 a una certa Clementine Walitzi di Klagenfurt.
cartoline lussino
In quegli anni dorati c'era l'imbarazzo della scelta: Grado, Portorose, Rovigno, le isole Brioni, Abbazia e più a sud l'isola di Lesina e Ragusa. Tutti luoghi in cui ruggì - anche se in modo non uguale dappertutto - la belle époque. (Foto da Istriadalmaziacards)

5 giugno 2017

Primavera fiorita fra le isole del Quarnaro

Le primavere adriatiche, prima del solleone e del caldo di ferragosto, comprendono tutti i colori della tavolozza.... più tardi il sole brucia i colori e il verde sparisce con loro, nel frastuono dell'estate turistica.
Così scriveva Attilio Brunialti nel 1921: «...fu sempre famoso per l’infuriare di subite procelle, terrore dei naviganti più esperti, per il mite incanto delle sue spiagge vestite di perpetuo verde, per il puro azzurro del cielo e delle acque che fa pensare alla Grecia».

11 aprile 2017

Cartoline adriatiche: le scoazze della Serenissima

Fra i riti del risveglio della città lagunare ce n'è uno da cui non si scappa: portar via le scoazze (o scovazze che dir si voglia).
venezia sconta

28 febbraio 2016

L'Istria in bianconero di Alessandro Croccolo

"Istrian Lands - Where the cars have no plates/Istria rurale, dove le auto non hanno targhe". Quarantotto scatti in bianco e nero, un realismo struggente che indaga l'Istria rurale contemporanea in una mostra fotografica.
dove le auto non hanno targhe
E in ogni click, in basso a sinistra, compare il nome del luogo dello scat-
to. Sappiamo dove siamo. Chi guarda sa così di che si parla. Il passato in-
dicibile di queste terre non compare, se non attraverso citazioni oblique
eppure chiare, come targhe d'auto mancanti quando occorre, o abbando-
ni
 
improvvisi, vuoti destinati a non essere riempiti, memorie vergognose.
Nei suoi scatti ci sono i luoghi, gli oggetti, i simboli, i lasciti e le memorie che portano il peso di un passato recente ma irrimediabilmente lontano, estraneo al presente e spesso ancora in attesa di un futuro.
👉Sono 48 gli scatti che compongono il fotoracconto di questo fotografo friulano che lavora ancora con la pellicola e che mostra di conoscere bene il paesaggio umano della terra che ritrae e che, manifestamente, ama.

19 maggio 2015

I motivi istriani di Arduin Hrvatin

I suoi lavori ritraggono le abitazioni del mondo agricolo istriano e contribuiscono a salvare dall'oblio una cultura ormai scomparsa.
C'è una bella pagina web dedicata ai Motivi Istriani di Arduin Hrvatin
dal cui interno si può anche andare ad una mappa che colloca gli scatti
sul terreno gli scatti. Sono fotografie che risalgono agli anni Settanta,
anni in cui la prossima fine del titoismo non faceva parte del futuro
immaginabile (l'autore del sito è il fotografo istriano Emil Sluga).
Questa raccolta di scatti in bianco e nero ha fissato sulla pellicola l'Istria contadina degli anni Settanta, una civiltà contadina fatta di borghi e case dall'aspetto mediterra- neo, così diverse dalle abita- zioni dei monti sloveni, dove lo stile è più tirolese e mitteleuropeo.
Ha studiato presso l'Accade- mia di Pedagogia a Lubiana e per vent'anni ha lavorato come insegnante d'arte nelle scuole rurali del comune di Capodistria.

19 maggio 2013

I ruggenti anni Sessanta della Jugoslavija

Nel paese dell'autogestione e del non allineamento, in bilico fra est e ovest negli anni della Guerra Fredda.

13 aprile 2013

La primavera in Istria

Chissà se questo marzo, così invernale qui sulle Alpi, non abbia invece già annunciato la primavera sulle coste istriane?
«La primavera anticipa a spese dell'inverno, e d'ordinario comincia a farsi sentire già nel Febbraio, sì che in su i primi di questo mese si apre la violetta e mettono fiori i mandorli.»

Carlo Conti, "Istria - studj storici e politici", Tipografia Bernardoni di C. Rebeschini e C., Milano, 1886,  pag. 78.
(vedi copia anastatica).

16 settembre 2012

I mercatini all'aperto delle città del Quarnaro

Scatti rubati negli anni 2000, comunque dopo il vortice delle infinite guerre balcaniche post-Jugoslavija.