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6 aprile 2021

A ferro e fuoco. L'occupazione italiana della Jugoslavia 1941-1943

Una mostra fotografica virtuale visitabile in rete. Per ricordare l'80° anniversario dell'aggressione nazi-fascista alla Jugoslavia.
La mostra fotografica si raggiunge da qui. Più in specifico, per l'impatto
immediato del 6 aprile 1941 sulla città di Fiume, vedi qui. 
"...guerra di liberazione contro gli occupatori; guerra civile fra ustascia croati, cetnizi serbi, domobranzi sloveni, partigiani comunisti; guerra rivoluzionaria per la creazione di uno stato socialista; feroci repressioni antipartigiane; sterminio degli ebrei; tentativi genocidari ai danni di popolazioni dell’etnia 'sbagliata'”.

27 aprile 2020

Il Coronavirus al mercato del pesce di Fiume

"Pensiamo che sia indecente andare in giro senza maschera durante una pandemia. La formula è semplice. Se indosso una mascherina ti proteggo... se indossi la stessa mascherina mi proteggerai."
Il più popolare sito fiumano ha sposato senza riserve mentali la linea del "distanziamento e mascherina". Un senso civico semplice e diretto che non indulge a contorsionismi anarcoidi. Tutt'altra pasta rispetto a quanti nei social media inneggiano alla disubbidienza e istigano alla ribellione.

28 febbraio 2016

L'Istria in bianconero di Alessandro Croccolo

"Istrian Lands - Where the cars have no plates/Istria rurale, dove le auto non hanno targhe". Quarantotto scatti in bianco e nero, un realismo struggente che indaga l'Istria rurale contemporanea in una mostra fotografica.
dove le auto non hanno targhe
E in ogni click, in basso a sinistra, compare il nome del luogo dello scat-
to. Sappiamo dove siamo. Chi guarda sa così di che si parla. Il passato in-
dicibile di queste terre non compare, se non attraverso citazioni oblique
eppure chiare, come targhe d'auto mancanti quando occorre, o abbando-
ni
 
improvvisi, vuoti destinati a non essere riempiti, memorie vergognose.
Nei suoi scatti ci sono i luoghi, gli oggetti, i simboli, i lasciti e le memorie che portano il peso di un passato recente ma irrimediabilmente lontano, estraneo al presente e spesso ancora in attesa di un futuro.
👉Sono 48 gli scatti che compongono il fotoracconto di questo fotografo friulano che lavora ancora con la pellicola e che mostra di conoscere bene il paesaggio umano della terra che ritrae e che, manifestamente, ama.