6 dicembre 2019

La baranjska kobasica, rosso e lungo salametto da taglio

E' una classica suha (asciutta, secca, cioè da taglio) che viene dalla Baranja e come tante sue consorelle è anche dimljena, cioè affumicata, nonchè trajna, cioè da taglio e a lunga conservazione.
baranjska kobasica
L'inconfondibile tinta rossastra la accomuna al kulen, il grosso
fratello maggiore della Baranja.
E' preparata con un misto maiale-manzo adfdizionato con grasso di maiale, aglio, pepe, peperoncino, paprika, sale e zucchero.
In quelle di produzione industriale (come quella nella foto a fianco) lo zucchero è sostituito dal destrosio e viene anche aggiunta dell'inulina (un pre-biotico).
👉E' originaria dalla Slavonia-Baranja che si trova nell'entroterra croato.
Viene dalla stessa regione del classico Kulen, il noto salamone rosso di maiale nero.
Anche questo lungo e sottile salametto da taglio, come il Kulen, esibisce quel colore rosso-arancio intenso, dovuto alla presenza della paprica ungherese e del peperoncino tritato.
baranjska kobasica
Come le altre consorelle dimljena kobasica croata e suha klobsa slovena, anche questa "salsiccia asciutta" ben si presta al tagliere della merenda.

28 novembre 2019

D'accordo, l'auto usata da D'Annunzio per entrare in Fiume era una torpedo, però...

...non si trattava di una Fiat 501 T 4 (anche se il poeta ne possedeva effettivamente una) ma di una Fiat 3A, anch'essa una torpedo.
impresa di Fiume
La torpedo della "santa entrata" in Fiume non era una Fiat 501 (anche se il vate ne posse-
deva effettivamente una per uso personale) ma piuttosto una Fiat 3A, come ben chiarisce
Donatella Biffignandi nel sito Associazione italiana per la storia dell'Automobile.
Fiat 501 D'Annunzio
Secondo Donatella Biffignandi l'auto usata da D'Annunzio non poteva essere una Fiat 501 (i  primi esemplari vennero commercializzati nel gennaio del 1920), anche se è probabile che durante i lunghi mesi di occupazione della città (fino al dicembre 1920) D’Annunzio abbia utilizzato anche altre vetture, per esempio la sua Fiat 501 Tipo 4, poi portata al Vittoriale e tuttora visibile, in perfette condizioni.
L'auto con cui D'Annunzio entrò a Fiume il 12 settembre del 1919 era sì una Fiat, ma non la sua Fiat 501 torpedo.
Le prime 501 furono messe in commercio solo nel gennaio 1920.
Dunque, non poteva essere una 501 la Fiat su cui il poeta entrò a Fiume.
Eppure, è ancora oggi opinione diffusa che si trattasse della Fiat 501 di proprietà personale del poeta (che è ancora oggi conservata al Vittoriale sul Lago di Garda).
👉Secondo la ricostruzione condotta da Donatella
impresa di Fiume
L'auto con cui D'Annunzio effettuò la sua "santa entrata" in Fiume.
Biffignandi "Sono state due foto dell'Illustrazione Italiana" n. 35 del 1919 [...] a permettere l’identificazione precisa. Si tratta di una Fiat 3A costruita a partire dal 1912 (come la (come la  Fiat Zero, a bordo della quale d’Annunzio compare in altre foto) e fino al 1921, con un solo tipo di carrozzeria, la torpedo che ben si prestava ad un uso “comunicativo”. Probabilmente durante i lunghi mesi di occupazione della città (fino al dicembre 1920) D’Annunzio utilizzò anche altre vetture, per esempio la sua Tipo 4, poi portata al Vittoriale e tuttora visibile.".
Fiat 3A D'Annunzio
Una Fiat 3A torpedo. "Il fotogramma visibile nel filmato non mostrava la vettura nella sua interezza, ma solo un dettaglio del parabrezza, curioso però perché con una curvatura ai lati, il fanalino incorporato e un vistoso perno di snodo.". Dettagli che non figuravano nella Fiat 501.


22 novembre 2019

Cenofix, in pratica la salsa Maggi degli sloveni...

Questo condimento alle erbe viene usato per insaporire formaggi, patate, uova, insalate, verdure, carne e pesce: praticamente tutto.
Cenofix
Dalla classica salsa Maggi riprende anche la forma del-
la bottiglietta da sistemare in centro-tavola.
La contiguità fra Slovenia e Austria non è solo un dato geografico, un mero fatto di confini. Secoli di comune appartenenza all'impero di Casa d'Austria hanno lasciato tracce evidenti anche in cucina.
👉L'intruglio è a base di sale, prezzemolo, cerfoglio, levistico, curcuma, olio di semi e aglio. Lo si trova nei supermercati della catena slovena "Tus" ed è prodotto dalla tedesca Cenovis.
👉Ma quando la si acquista in formato "secco", ossia liofilzzato, riemerge la parentela con i canoni della cucina jugoslava e il pensiero corre alla famosa Vegeta del periodo titoista.
👉L'adesivo sulla bottiglietta ci indirizza verso il campo d'impiego tipico della salsa Maggi: flüssig Würstmittel o Gemüsebruhe: condimento liquido o brodo vegetale.
L'etichetta è accurata e merita un esame ravvicinato: "Sestavine: voda, kamena sol, zacimbe (hidrolizanine beliakovine ogrscice , jodirana soli), solina omaka (voda, solino zrnje, morska sol) zelenjava (korenje, zelena, čebula, buča), kvadov i izvleček, surovi trsni sladkor, koncentrat limoninega soka, koncentrirani zelenjavni sok (korenje, čebula), lustrek, česen, janeceva semena, sončnično olje. Iz nadzoravane ecoloske pridelave. Izvajalec BIO nadzora proizvajalca: CH-BIO-004".
Cenofix
La salsa Cenofix come condimento per un'insalata estiva di pomodori, olive, biete, cipolla e aglio. C'è anche in forma liofilizzata, e allora il pensiero corre in automatico alla mitica Vegeta della Jugoslavija socialista.


18 novembre 2019

Polenta e renga alla friulana

Grassa e nutriente, forte di sapore e di odore, stuzzicante, robusta, economica e di lunga durata: è la nordica umilissima aringa.
Polenta taragna e aringa affumicata ripassata in padella in un semplice
soffritto fatto di abbondante cipolla, aglio, prezzemolo e olio di oliva.
Nel Medioevo e fino a tutto il ‘500 il fiorente commercio delle aringhe tra le città della nordica Lega Anseatica e l’Europa centromeridionale alimentò anche il parallelo commercio del sale.
👉Il sale saliva verso nord e l'aringa scendeva verso sud in in barili. La sua sistemazione sotto sale doveva avvenire entro poche ore dalla cattura, cioè praticamente in mare.
👉Il traffico di aringhe salate e affumicate aveva come principale centro nel mediterraneo la città di Venezia.
renga alla friulana
"...mia suocera metteva l'aringa avvolta nella carta oliata sopra la stufa a legna. Nell'aria si spandeva l'odore del pesce affumicato cotto, che rimaneva per giorni." Nella foto abbiamo una replica delle antiche ricette, in un tegame di ferro con cipolla, aglio, prezzemolo e olio di oliva. Va cotta lentamente, a fuoco basso.
renga alla friulana
Grazie alla conservazione sotto sale, l'aringa poteva durare a lungo e fu per questo che si trasformò nel "tesoro del Mare del Nord", com'era successo per il baccalà portoghese e per lo stoccafisso norvegese (sempre merluzzo sono).

7 novembre 2019

Kastav è oggi un sobborgo alla periferia di Fiume, ma nel ventennio tra WW1 e WW2 s'era trovato a cavallo del problematico confine italo-jugoslavo

I boschi attorno a Kastav (Castùa) sono intersecati da una stratificazione di sentieri che ci parlano di una storia molto lunga e fin troppo complicata.
Kastav Castua
Un cippo del confine stabilito dal Trattato di Rapallo, che passava a valle
del centro storico di Castùa. (foto di Goran Moravček)
👉Qui, attraverso la bassa foresta di Kastav, si è snodato il confine fra il Regno d'Italia e la neonata Jugoslavija, come stabilito dal famoso Trattato di Rapallo del 1920.
👉Anche se inizialmente era prevista la sua annessione al Regno d'Italia (che l'aveva già inglobata nei propri territori ad amministrazione militare), con Rapallo Castùa fu invece assegnata al Regno SHS, poi Regno di Serbia, ed a questi restò anche dopo l'annessione italiana di Fiume nel 1924.
Kastav Castua
Castùa/Kastav è una cittadina d'origine medioevale posta su una collina nei pressi della città. (foto di Ivan Begić)
castua kastav
Castùa è qui rappresentata in una stampa del 1679 del Valvassor. Interamente cintata da mura medievali con nove torri da difesa, si trova sulla spalla di un colle carsico, a 377 metri sopra il livello del mare.

28 ottobre 2019

Le castagne d'autunno di Abbazia e di Laurana

Le pendici del Monte Maggiore ospitano due tipi di marroni. Il primo è il "branac" e viene raccolto dopo essere caduto al suolo privo di riccio: va consumato subito. Il secondo tipo, "dubenac", matura più tardi e viene raccolto in mucchio (con il frutto ancora nel riccio).
marunada
A fine ottobre sulla costa liburnica si svolgono le popolari "Marunade", le
feste che celebrano la raccolta delle castagne e dei marroni e che troviamo
pari pari nei paesi dell'arco alpino e in quelli dell'Apppennino.
👉Il "branac" è facilmente deperibile e perciò va consumato alla svelta. Il secondo tipo, "dubenac", matura invece più tardi e viene raccolto in mucchio, con il frutto ancora nel riccio, e poi coperto con rami e lasciato maturare per un mese. Dopodichè si può consumare fino a Natale.
👉Il "dubenac" è di qualità più elevata e di conseguenza ha un prezzo più alto. L'estratto delle foglie veniva usato per curare la pertosse (la "tosse canina", un tempo assai diffusa).
marunada
La castagna è il frutto del castagno selvatico mentre il marrone è il risultato di un'opera di selezione ed innesti. In montagna e in collina le castagne, ricche di amidi e carboidrati, un tempo erano il cibo dei poveri, di chi non si poteva permettere nemmeno un tozzo di pane. Si mangiavano arrostite (caldarroste) oppure se ne ricavava una farina molto nutriente o infine si lasciavano seccare per conservarle più a lungo. Le castagne secche si consumavano lessate.

21 ottobre 2019

La "Freccia del Carnaro" era un'esclusiva corriera di linea in servizio rapido da Fiume a Trieste

Era un servizio pubblico d'avanguardia attivamente sostenuto dal regime fascista (che molto investì nel "confine orientale"). La "Freccia del Carnaro" era impiegata nella tratta Fiume-Trieste, che venne...
freccia del carnaro
L'Alfa Romeo 85 A era una piccola e sportiva "corrierina" che richiama-
va lo stile della famosa e elegantissima Alfa Romeo 6C 2300 (costruita
dal 1934 al 1937). La foto risale al 1938.
...inaugurata nella primavera del 1933 e pomposamente classificata "autostrada" anche se, per quanto risistemata e dotata di case cantoniere che ne curavano la manutenzione ordinaria, si trattava di una semplice strada statale.
freccia del carnaro
Per quei tempi la velocità aveva dell'incredibile: meno di due ore. Il ser-
vizio era gestito dalla "Società Anonima Grattoni", con sede in Via Spa-
lato 2 a Fiume.
Stando all'orario del 1939 faceva tre corse al giorno per ciascuna direzione: partivano sia da Trieste che da Fiume alla stessa ora (7.45, 13.45 e 19.00) e si incrociavano a Castelnuovo d'Istria (la slovena Podgrad) dove arrivavano con un minuto di differenza (8.27/8.28, 14.27/14.28 e 19.42/19.43). A Trieste e a Fiume arrivavano rispettivamente alle 9.05, 15.05 e 20.20.
👉Tempo di percorrenza: un'ora e 20 minuti. La linea normale ci impiegava un'ora in più. E anche la ferrovia un'ora in più.
Il prezzo era alto, ben 25 lire contro le 20 della linea normale. Era insomma come un Frecciarossa di adesso.