23 gennaio 2019

La Marineakademie di Fiume

L'edificio dell'accademia navale austriaca di Fiume venne inaugurato il 3 ottobre 1857, dopo tre anni di lavoro. Era ormai al secondo trasloco.
L'impero multinazione aveva mantenuto il nome italiano: Fiume.
👉Nel 1802 l'Austria aveva creato a Venezia la sua prima scuola per i Cadetti della Marina Militare (in seguito alla Pace di Campo Formio firmata nel 1797, l'Austria aveva inglobato la Repubblica di Venezia e la sua flotta).
👉Ma, dopo i moti risorgimentali e le rivoluzioni borghesi del 1848, l'Austria spostò la scuola a Trieste, ritenuta più sicura di Venezia, e comparve la denominazione di k.u.k. Marineakademie.
👉In seguito, visto anche che la città a Trieste si espandeva continuamente, venne deciso di trasferire la sede dell'accademia a Fiume, cosa che avvenne nel 1857. Il nuovo imponente edificio era stato appositamente realizzato.
Prima di approdare a Fiume, la Marineakademie aveva avuto sede a Venezia e, più tardi, a Trieste. Dopo la dissoluzione dell'Austria-Ungheria, l'edificio venne utilizzato come ospedale, e continua ad esserlo. E' tutt'ora visibile di fronte alla stazione ferroviaria, a sinistra del vecchio stabilimento per la lavorazione del tabacco.

17 gennaio 2019

Via Callegaria, nel centro storico di Capodistria

Cevljarska Ulica, nel centro storico di Koper. C'è chi la ricorda col vecchio nome tradizione, che sotto l'Austria era quello italiano.
Capodistria
Via Callegaria, con lo storico Caffè Giustinopoli in primo piano a destra.
(Un sentito grazie al sito Istriadalmaziacards).
Questa cartolina era stata pubblicata all'incirca nel 1905 dall'editore "S.D.M." quando qui regnava il multietnico impero dell'Austria felix, che rispettava la lingua e le tradizioni delle popolazioni locali.
Capodistria si affacciava sul Golfo di Trieste, anch'esso altrettanto italiano e però altrettanto austriacante, cosa che oggi sarebbe considerata un una contraddizione.
Il toponimo "Callegarìa" è tipicamente veneziano: sta ad indicare che su questa strada si affacciavano varie botteghe di caleghèri (calzolai).
A Venezia si trovano calli che si chiamano "Spadarìa", "Cassellerìa", "Frezzerìa", eccetera, denominazioni sempre riconducibili a gilde, fraglie, corporazioni di sicura origine medioevale.
Sullo sfondo si intravvede il campanile del Duomo: ci si arriva, ancora oggi come ieri, attraverso il sottoportico che si indovina in fondo alla via.
Via Callegaria (Cevljarska Ulica) in una vista odierna presa dallo stesso punto della strada, con Google Maps.

11 gennaio 2019

Podvarak: il cavolo-cappuccio da cucinare appena colto dal campo, cioè durante i mesi invernali

E' una delle specialità riservate ai mesi freddi, un sostanzioso stufato di cavolo cappuccio e carne secca che arriva dall'entroterra danubiano.
Podvarak
E' un piatto invernale, buono per i festeggiamenti del nuovo anno.
Il cavolo cappuccio matura d'inverno e appena raccolto si può consumare sia fresco che in insalata o anche cucinato in vari modi.
Uno di questi modi è il podvarak: il cavolo cappuccio si taglia a grossi pezzi e poi si cuoce a lungo in padella assieme a cipolla, strutto, pezzi di pancetta e/o di salsiccia.
Podvarak
Il cavolo viene passato in padella a fuoco lento assieme a pancetta, strutto, cipolla e aromi. La cottura viene poi portata a termine in forno, eventualmente aggiungendolo all'arrosto di carne in preparazione. Ma la morte sua è farlo con la carne secca, come dicono si usasse una volta.

31 dicembre 2018

Polenta e sepe (il brodetto di seppie con polenta)

In questo piatto della cucina tradizionale triestina, la presenza della polenta accanto al brodetto di seppie è una contaminazione con la cucina friulana, che confina con la montanara Carnia.
polenta e sepe seppie
Dopo quasi un'ora di cottura, il sugo si è ristretto e le seppie sono diven-
tate morbide (al contrario dei molluschi, che cotti troppo diventano gom-
mosi).
Quando il soffritto di olio e cipolle prende colore si aggiungono le seppie, si alza la fiamma e si aggiunge un po' di vino bianco secco e poi si aggiunge la passata di pomodoro. Si copre e si cucina a fuoco basso per una buona mezz'oretta.
Al termine, si aggiunge un po' di prezzemolo tritato mentre nel frattempo si cucina la polenta, che sarà consistente come quella alpina.
polenta e sepe seppie
La polenta del brodetto di seppie non è molle come quella della pianura veneta, deve invece essere consistente proprio come la polenta trentina (nella foto grande la famosa polente di Storo).

29 dicembre 2018

Una cartolina da Lussino, stampata ai tempi in cui si usava andare "in villeggiatura"

Fu spedita nel 1897 a una certa Clementine Walitzi di Klagenfurt.
cartoline lussino
In quegli anni dorati c'era l'imbarazzo della scelta: Grado, Portorose, Rovigno, le isole Brioni, Abbazia e più a sud l'isola di Lesina e Ragusa. Tutti luoghi in cui ruggì - anche se in modo non uguale dappertutto - la belle époque. (Foto da Istriadalmaziacards)

22 dicembre 2018

Come Abbazia divenne centro di cura e soggiorno

Tutto cominciò nel lontano 1844 quando Iginio Scarpa, un ricco commerciante stanco di vivere nella vicina e caotica città di Fiume trovò un tranquillo boschetto prossimo alla chiesa di San Giacomo, a Opatija e se lo comprò. In quel luogo costruì una residenza estiva e le diede il nome della compianta moglie, Angiolina.
villa angiolina
Già nel 1845 Iginio Scarpa aveva edificato la villa e il parco tuttora esi-
stenti, e aveva preso ad ospitarvi importanti esponenti del bel mondo.
Il decollo turistico arrivò con l'apertura della ferrovia da Pivka a Fiume
nel 1873. Il ramo fiumano della Südbahn aprì Abbazia al facoltoso turi-
smo cosmopolita della belle époque.
Villaggio di pescatori, marinai e tessitrici fino alla metà del'Ottocento, Abbazia aveva cominciato a crescere quando, nel 1838, venne collegata a Rijeka con la strada costiera.
Grazie al clima mite e all’ottima posizione, il luogo divenne presto un richiamo per le élite.
La storia locale aveva poi subito un'accelerata nel 1873, con l'arrivo nel Golfo del Quarnaro della Südbahn, la ferrovia austriaca che già
dal 1858 collegava Vienna a Trieste.
südbahn
La Südbahn ("ferrovia meridionale") era una ferrovia che dal 1858 col-
legava Vienna con Trieste lungo il percorso Wien - Graz - Spielfeld/
Sentilj - Marburg - Steinbrück/Zidani Most - Laibach - Pivka - Opcina/
Villa Opicina - Triest).
👉Con un altro ramo ferroviario (la tratta Pivka-Fiume) la Südbahn collegò il golfo direttamente con Vienna, e il treno segnò il decollo di Abbazia come luogo di cura e di soggiorno internazionale (la costruzione della stazione di Mattuglie-Abbazia risale appunto al 1873).
👉Arrivò così anche la nobiltà austroungarica, compreso Francesco Giuseppe, uno tra i numerosi ospiti famosi di Opatija.
ferrovia san pietro in carso fiume
La Südbahn Wien-Triest era in funzione già dal 1858 quando venne inau-
gurata la nuova tratta Pivka-Fiume (1873), che prevedeva una fermata a
Mattuglie, sulle alture fra Fiume e Abbazia. Infine, nel 1908 entrò in fun-
zione anche una tramvia elettrica che collegava Mattuglie con Abbazia e
Laurana. Il tram rimase in servizio fino al 1933.
Sempre più spesso gli ospiti non potevano più essere ospitati ad Abbazia e hanno dovuto fare base a Fiume, ma soprattutto stabilirsi a Laurana.
👉Infine verso il 1885 é Julius Glax, rinomato balneologo europeo, a prendere il timone. Con decreto imperiale Opatija diventa ufficialmente Kurort (centrodi cura), nel 1889 e Glax viene nominato suo direttore.
👉Decine di medici giungevano dall''Austria, la Germanica, l''Ungheria, la Romania, la Galizia, l'Italia, praticando a Opatija, durante la stagione piú interessante che all'epoca durava dall''inizio dell''autunno fino a tarda primavera, mentre la
villa angiolina
Abbazia iniziò così una rapida espansione e divenne un "masse-resort":
4.009 persone nel 1890 che divennero 47.064 nel 1910 e 55.000 nel
1912, dopo che (nel 1908) era entrata in servizio la tramvia elettrica
che da Mattuglie portava la "bella gente" direttamente sulla costa di
Abbazia e Laurana.
piena estate era molto meno invitante per le vacanze.
👉Il periodo d'oro della belle epoque fu interrotto dalla WW1, quando tutte le case di cura e le strutture sanitarie divennero convalescenziari per i soldati austro-ungarici.👉Poi, dopo un dopoguerra turbolento intramezzato dalla avventura golpista di D'Annunzio a Fiume, l'intera Istria passò al Regno d'Italia e i legami col vecchio mondo cosmopolita della Mitteleuropa furono recisi.

17 dicembre 2018

Quando il ministro degli esteri sovietico Cicerin fece visita a D'Annunzio

Lo scherzaccio dell'Immaginifico al ministro degli esteri sovietico.
Nella foto, D'annunzio e Cicerin al Vittoriale nel
1922.  Georgij Cicerin fu Commissario del Popolo
agli Esteri del governo sovietico dal 1918 AL 1930.
"Disgustato dall'evidente fretta dei rivoluzionari russi di venire a patti con le Oscure Statue di Cera dell'occidente, egli [D'Annunzio] riservò il suo più macabro scherzo a una vittima bolscevica. Quando, durante la conferenza di Genova del 1922, Grigori Cicerin, l'immensamente erudito e ipocondriaco commissario agli Affari Esteri, visitò il Vittoriale, egli lo invitò a cena in un refettorio francescano. Due legionari portarono una scimitarra meravigliosamente damascata, la deposero sul tavolo e si ritirarono, chiudendo a chiave la porta dietro di loro. D'Annunzio, fissando l'ospite e provando il filo della lama, improvvisamente annunciò: 'Mio caro amico, per certe mie ragioni ho deciso di tagliarle la testa'. Dopo un intervallo di tempo, durante il quale il volto di Cicerin normalmente pallido divenne livido per lo spavento, D'Annunzio sospirò stancamente, lasciò cadere la scimitarra e disse: 'Che peccato! Non sono in forma questa sera. Ho paura che dovremo rimandare la cosa a un altro giorno'."
(tratto da David Mitchell, "L'annata rossa dell'Europa", 1972)