20 giugno 2019

I pallidi peperoni danubiani (ossia serbo-croati)

Non sono proprio gialli ma di uno specialissimo giallino pallido e sono sicuramente i più adatti per le formidabili punjene paprike danubiane.
peperoni croati
Accanto alle onnipresenti cipolle e ai cugini rossi usati per la salsa ajvar
i pallidi feferoni danubiani si sono diffusi lungo la costa dalmata e nei
mercati istriani croati, anche grazie alle popolari papriche impinide.
Con quella loro tinta sbiadita, così inconfondibile,  hanno come patria di elezione le vaste pianure dell'interno bagnate dalla Sava e dalla Danubio, terre di confine per definizione e per maledizione storica, poste a mezza via fra la Mitteleuropa e l'Oriente ottomano.
👉Quello che può sembrare un giallino malaticcio non deve trarre in inganno, in realtà sono di forza e di sapore, e perciò perfetti per le papriche impinide della tradizione.
peperoni pallidi
Eccoli al mercato cittadino di Fiume, in pieno centro storico, di fronte ai padiglioni coperti dove si vendono le carni e il pescato. Questi feferoni sono usati per le papriche impinide, le celebri punjene papriche al forno dei Balcani...

17 giugno 2019

Il campeggio di Duttogliano

Il fascismo visto con gli occhi di un bambino. Un piccolo episodio di storia triestina, un campeggio di balilla marinaretti e avanguardisti,
(Tullio Kezich, "Il campeggio di Duttogliano", Sellerio, Palermo, 2004)
in quella terra allora italiana di Slovenia, in un "camp" organizzato dalla scuola del regime.
Il piccolo protagonista vi partecipa con entusiasmo, ma alla fin fine fugge via avventurosamente.
Questo lavoro di Tullio Kezich è probabilmente l'unica narrazione letteraria di un'esperienza che tutti gli italiani cresciuti tra le due guerre hanno fatto, quella dell'inquadramento nelle organizzazioni giovanili del regime  fascista.
Il racconto compone davvero un quadro d'epoca: la memoria storica di Trieste con il suo dissidio tra slavi e italiani; l'eccitazione delle velleità autoritarie dentro l'ambiente di una comunità chiusa; infine il vivido ritratto di un padre che non rinuncia a difendere con tenacia la propria dignità etica nella vita quotidiana.

15 giugno 2019

Le palacinche salate, farcite con il bianco kajmak (il formaggio cremoso dei contadini danubiani)

La palatschinke, palacinta, palacsinta, palacinca, palacinka era la crêpes-suzette dell'Austria Felix. A Trieste e nelle zone slovene attorno a Gorizia e Udine è chiamata palacinca (o palacinka).
palacinke kajmak
Scendendo da Vienna a Belgrado le classiche palatschinken dolci vengono via via affiancate da quelle salate, come queste palacinke farcite con il kajmak, il cremoso e grasso formaggio fresco danubiano.

8 giugno 2019

A Fiume fra i legionari di D'Annunzio: edonismo, cocaina, omosessualità, yoga e croci uncinate

Si chiamava "Yoga" l'effimera testata fondata a Fiume da Giovanni Comisso e Guido Keller durante i mesi dell'occupazione dannunziana.
Un foglio leggendario, che però pochissimi hanno letto e che è rimasto
famoso perchè faceva la fronda al dannunzianesimo meno arrabbiato.
La rivista uscì solo dal 13 novembre al 4 dicembre 1920 e veniva stampata nella tipografia "Miriam", dove si stampava anche "La Testa di Ferro".
I pezzi non erano firmati, se non con dei simboli, ma i nomi dei suoi animatori sono ben noti: Giovanni Comisso e Guido Keller.
Giovanni Comisso fu interventista, volontario nella Grande guerra e poi legionario a
Fiume. Impresa alla quale Simonetta Bartolini ha dedicato anni di studio e il suo nuo-
vo libro: "«Yoga». Sovversivi e rivoluzionari con D'Annunzio a Fiume" (per i tipi del-
l'editore Luni).
👉Era la voce degli scalmanati - secondo una definizione di De Felice - ossia di quelli che invocavano l'azione, che non accettavano le soluzioni che proponevano Fiume come città-stato dotata di ampia autonomia o cuscinetto, ma vogliono a tutti i costi l'annessione con l'Italia.
Erano quelli convinti che da Fiume potesse risorgere una nuova Europa ormai corrotta dall'oro, dall'industria e dal ferro della guerra.
👉Si vedevano come i soli veri rivoluzionari e guardavano alla Russia di Lenin.
👉Erano inoltre per l'amore libero e la abolizione del denaro, guardavano all'ascetismo dei guru indiani e praticavano il nudismo, tanto che qualcuno ha voluto vederci un prequel del '68.' Ma la presenza della svastica nella testata dovrebbe far pensare...
Guido Keller
Guido Keller si compiaceva di atteggiamenti discutibili, come in questa foto del tempo.
👉Il gruppo della rivista "Yoga" era  stato influenzato anche dalla strana ideologia di un gruppo nato nel 1867 che si batteva per la autonomia delle regioni di lingua francese del Quebec (soggetto alla sovranità  del Canada inglese).
👉Questa loro infatuazione per quelle ideologie autonomiste dallo strano sapore quebecchese si tradusse in una convintissima e accesa lotta d'idee schierata a favore di Fiume italiana e nella parallela battaglia volta  a sostenere la cultura e la lingua "del paese di Dante".

28 maggio 2019

Il fritto di mare accompagnato dai crauti?

Quassù il mare Adriatico si mischia con le tradizioni mitteleuropee. Siamo nella Küstenland asburgica, dove l'insalata di crauti viene servita assieme al fritto di mare e ai salamoni delle pianure danubiane.
villa schubert
Ancora una volta la cucina meticcia del litorale ci sorprende. Ecco un fritto di mare mediterraneo accompagnato da insalata di crauti come in Tirolo e dal piccante salame kulen come nella Slavonia danubiana. Senza contare il pane di segale e la birra di Karlovac, l'antica piazzaforte militare asburgica a metà strada fra Fiume e Zagabria. Siamo all'Hotel Villa Schubert di Ika, lungo la strada costiera fra Laurana/Lovran e Abbazia/Opatija.

23 maggio 2019

Le scuole rurali dell'ONAIR sulle isole

L'ONAIR è stata un'istituzione previdenziale italiana, fondata nel 1919 per sostenere l'Italia "redenta" (che significa guadagni territoriali dopo la prima guerra mondiale). La sigla ONAIR significa Assistenza Opera Nazionale all'Italia Redenta. La parola chiave è "redenta" che allora indicava le aree territoriali passate sotto l'Italia dopo la WW1, che furono...
Scuola rurale di Martinscica: la maestra Elena Zanutto con il marito Galdino. Si di-
stinguono: Vitoria Budislavic, Lina Saganic, Marija e Romana Kucic, Jelica Vaje-
ùnitic, Gaspar Kucic Izidor Lovrecic e Milka Hrabalja.
..che furono l'attuale Trentino-Alto Adige, Trieste, l'Istria, le città di Fiume (Rijeka) e Zara (Zara).
👉Nei vent'anni italiani i maestri locali furono sostituiti da maestri di lingua italiana, per lo più "importati" dall'Italia.
👉Coloro che si recavano nelle aree "redente" godevano di di vari benefici tra cui lo stipendio piùelevato e l'anzianità di servizio "gonfiata".
👉A Martinscica c'è stato un maestro Fedrizzi che dal cognome è certo di origine trentina. Qui in Trentino, del resto, avevamo molti Fedrizzi... così tanti che potevamo anche esportarli...

18 maggio 2019

La "turšija", la tradizionale scorta di verdure sotto vetro... perfetta con gli arrosti invernali

Quando la casalinga balcanica lavora per preparare la zimnica gran parte delle sue fatiche sono dedicate alla turšija, la giardiniera mista di
sottaceti
La turšija è la parte più importante della zimnica, la vasta scorta di ver-
dure preparate in vista del lungo inverno continentale. Qui vediamo tre
vasetti con carote, sedano, zucchine, cetrioli e peperoni. Affinchè la pre-
parazione riesca bene non deve esserci verdura ammaccata.
verdure messe sotto vetro per fare fronte al lungo inverno in arrivo.
La popolare turšija è un misto di verdure acide: cetrioli, peperoni, pomodori verdi, cavolfiori, carote.
E' una giardiniera sotto vetro che di solito viene servita assieme all’arrosto nei mesi invernali.
👉E non si parla di qualche vasetto di vetro con qualche cipollina e cetriolino ma di grossi vasi con tanti chili di verdura, mondata, lavata e tagliata. Roba strategica.
tursia
Alla verdura si aggiunge un liquido di salamoia fatto di 4 parti di acqua e 1 parte di aceto, zucchero, sale e vinobran (ossìa il metasolfito di potassio). Si chiude il vaso ermeticamente e lo si lascia per almeno 3 settimane a riposare in un posto fresco. Se ne parla anche nel blog Palacinka.