Il radiceto (*) coi ovi duri alla fiumana, ossia il lattughino primaverile con le uova sode, per Pasqua.
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Il popolare radiceto sul banco di un mercato all'aperto croato, con un no- me riportato sull'etichetta (rokula) che induce all'errore. Negli orti del Car- so il nome sloveno più "vicino" è forse matavilz (valerianella - ma il radi- ceto triestino sembra essere meno resistente al freddo). |
Le foglie vengono prima tagliate con un falcetto e la radice, lasciata in terra, produce in breve tempo altre foglie le quali, però, saranno un po’ più spesse e meno dolci rispetto al primo raccolto. Solo per tre volte si può ripetere la raccolta dagli stessi semi, nello stesso posto.
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| Ma va detto che anche le cicoriette amare di fine inverno (la cicoria ha un gusto amaro, la lattuga è dolce) si trovano bene con i "ovi duri"... Qui ab- biamo due uova sode con cicoria amara dell'orto sul tavolo di casa. |
(*) Zuccherina di Trieste, Triestina da taglio, Biondissima di Trieste, Zuccherina di Trieste, sono diversi sinonimi che indicano lo stesso prodotto, il Radicchietto di Trieste, che arriva sulle tavole a inizio primavera e vi rimane fino all’autunno. E' una coltura tipica del territorio triestino, viene seminato in maniera uniforme, in fazzoletti di terra di forma allungata (vanese), o squadrata (quadri). Il risultato è un verde tappeto di piccole foglie la cui altezza va dai 3 ai 4 cm. Dopo la semina, se fa caldo, bisogna aspettare solo due settimane per gustare la dolce e croccante verdura.





















