Il “toc' en braida” (intingolo del podere) è un piatto moderno ispirato alla cucina tradizionale carnica. Una polentina concia molto morbida, un "tocio", ovvero un sughetto da "tirar su" dal piatto.
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| E' una polentina morbida, una cremosa fonduta di formaggi condita con la morchia (burro fuso con farina di mais tostata). Parente stretta della polente cuinciade ovvero polenta concia, cioè condita per rafforzarla in energia. |
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| Il toc' in braida della Carnia ricorda da vicino la polenta concia. Si man- gia da solo, come piatto unico, oppure accompagnato da salsiccia. In pri- mavera può essere arricchito con punte di asparagi e in autunno coi fun- ghi porcini. Altre grafie note sono toc' in braide oppure toç in braide. |
Si auto-promuove come piatto povero a base di polenta e avanzi di formaggi vari scaldati e ridotti ad una fonduta.
👉ma più che un'antica ricetta contadina è un'invenzione codificata negli anni '80 dallo chef carnico Gianni Cosetti del "Ristorante Roma" di Tolmezzo. Cosetti rese "gourmet" certe preparazioni povere della tradizione agro-pastorale come la polente cunciade o il toc di vora (l'intingolo energetico destinato ai braccianti durante i lavori dei campi), unendo una polentina morbida a una crema di formaggi di malga, ricotta e morchia (burro fuso tostato con farina di mais).



















