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11 marzo 2019

Giornata di temporale a Ustrine, a casa di Fiore

Nella baietta di Ustrine, con l'Osorscica sullo sfondo.
ustrine
Le mezze stagioni sono le più adatte per venire da queste parti. Nessun gommone di turisti invadenti, e il piacere di stringersi nel giaccone mentre si prepara il temporale. Sullo sfondo il largo monte Osorcscica, che culmina con la cima Televrin ed ha il magico rifugio Sveti Gaudent appollaiato sulla spalletta in basso a destra...

3 luglio 2015

La Vedetta di Moccò

Si affaccia sulla Val Rosandra da uno sperone roccioso posto appena un centinaio di metri sopra lo storico Rifugio Premuda.
Vedetta di Moccò
Anche la Vedetta di Moccò, come la vicina Vedetta di San Lorenzo, è mes-
sa a perpendicolo sulla Val Rosandra, ma si trova 200 metri più in basso,
179 metri sul livello del mare. E' raggiungibile anche per sentiero dal Ri-
fugio Premudaun dislivello d'un centinaio di metri appena. Lungo il ci-
glione carsico triestino gli analoghi belvedere panoramici, noti come
"Vedette del Carso", sono una decina.
Può essere agevolmente raggiunta con una breve ma ripida risalita del sentiero che parte dal piazzale del rifugio.
Ma la visita alla Vedetta di Moccò può anche essere tranquillamente abbinata a quella della Vedetta di San Lorenzo, da farsi in auto; basta proseguire brevemente nella discesa verso S. Antonio in Bosco e prendere, sulla sinistra,
Vedetta di Moccò
Zoom sul costolone roccioso del Monte Carso ( m 457) con dettagli della
chiesetta di S. Maria in Siaris (m 220) e del Cippo Comici (m 280). 
la stradina che porta al cimitero di Moccò. Lasciata l'auto al parcheggio del cimitero o poco prima lungo la strada, si procede poi lungo un evidente sentiero in
orizzontale che porta, 2-300 metri più avanti, alla vedetta.
Di forma semicircolare come la "gemella" di San Lorenzo, consente una vista ravvicinata al tratto iniziale della Val Rosandra ed al suo naturale portone d'ingresso, l'abitato di Bagnoli con la strettoia di Bagnoli Superiore.
Siamo alla stessa altezza della chiesetta di S. Maria in Siaris, abbarbicata sulle pendici del Monte Carso, proprio di fronte a noi, perfettamente visibile come anche il Cippo Comici, che ricorda il famoso rocciatore triestino Emilio Comici.

29 giugno 2015

La Vedetta di San Lorenzo

Questa è l’unica delle vedette del Carso triestino raggiungibile agevolmente in automobile. E siamo proprio di fronte al Monte Carso.
vedetta di san lorenzo
E' una delle Vedette del Carso più note e frequentate. Si affaccia sul ver-
sante nord della Val Rosandra a 340 metri di quota e si raggiunge dallo
spiazzo-parcheggio che si trova sulla sinistra duecento metri oltre il
ristorante "Al Pozzo" di San Lorenzo.
Ci si arriva da Trieste seguendo le indicazioni per la foiba di Basovizza e, una volta arrivati al sito, tirando dritti fino al grumo di case di San Lorenzo. Cento metri oltre, sulla sinistra, c'è uno spiazzo dove lasciare l'auto. Pochi metri a piedi e siamo alla vedetta, che si trova sul versante nord della Val Rosandra, sopra la ciclabile che sfrutta il tracciato dell’ex-ferrovia Trieste-Herplje, a 340 metri di quota.
👉Da questa vedetta si può ammirare dall'alto la Val Rosandra, con la Chiesetta di Santa Maria in Siaris, il Cippo Comici e la temuta sella della bora che incanala il vento spazzando l'intera valle.

30 marzo 2012

Il doppio ponte di Maslenica

Oggi i ponti sono due, a poca distanza l'uno dall'altro, e quello più vecchio è posto a sud.
I due ponti sono rappresentati dai quadratini.
Ai piedi del gruppo del Velebit e poco distante da Zara-Zadar il piccolo borgo di Maslenica si affaccia su uno specchio marino interno, collegato al Canale della Morlacca e all'Adriatico da uno stretto braccio di mare. Zona strategia e paesaggisticamente bellissima che mette in comunicazione il litorale con la grande isola di Pag-Pago e l'interno, quella Lika così martoriata dalle guerre jogoslave degli anni '90 e così particolare nella storia di questo scacchiere balcanico.

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► Il ponte nuovo (Maslenica new bridge) è stato costruito nel 1997 e fa parte del nuovo percorso A1 Motorway, l'autostrada che collega Zagabria a Splato. E' figlio della "nuova Croazia" di Tudjman, anticomunista ma senza riconoscibili qualità proprie, come del resto accadeva in Italia negli anni della "Milano da bere".
► Il ponte vecchio (Maslenica stari most) era stato fatto saltare durante la guerra di indipendenza croata del 1991 ed è stato ricostruito in forme analoghe nel 2006. Prima del conflitto era attraversato dalla mitica Jadranska Magistrala, la lunghissima, ed unica, strada litoranea che partiva da Rijeka e arrivava fino al confine con l'allora misteriosa e chiusa Albania. Oggi quello storico percorso è stato declassato a strada statale D8 perchè nel frattempo il traffico principale è stato dirottato sulla nuova e vicina superstrada A1.
I due ponti in una foto recente (2024). In primo piano quello più vecchio, di colore rosso, ricostruito uguale a prima dopo le guerre croato-serbe degli anni '90.


12 marzo 2012

Rifugio Vila Velebita

Se dico "Alpi Bebie" saranno in pochi a capirmi, da queste parti. Forse il termine Velebit è più conosciuto.
Poco distante c'è l'Hotel Velebno,  casomai il rifugio fosse pieno.
Il rifugio Vila Velebita in località Baške Oštarije ha 32 posti letto, 3 ba-
gni, 2 sale da pranzo. E' aperto dal 1° luglio al 31 agosto. Fuori stagione
apre su appuntamento, ma non d'inverno (1° dicembre al 31 di marzo).
E' una lunga catena che raccorda i vasti  altipiani agricoli della Croazia interna al sassoso litorale dalmata. Sono i monti della Lika e viaggiando sulla litoranea da Segna-Senj verso Zara-Zadar non si notano perchè di solito si guarda il mare.
D'inverno ci fa un freddo cane, continentale, anche se la loro altezza è modesta: la cima più alta, Vaganski Vrh (Monte Drago) è alta solo 1.757 metri. D'estate si prestano a facili (ma lunghe) escursioni. Racchiudono un luogo che i rocciatori considerano una perla: Paklenica (che in realtà significa valli dell'inferno).
Roba da buongustai a due passi dal mare.
Invece, per chi si accontenta di escursioni più modeste ed ama i panorami inconsueti vale la pena di sostare qui. Dopo la pioggia o nei giorni di bora si intravvede la costa italiana e d'estate fa meno caldo che sulla costa.
👉Per arrivare al rifugio dal mare bisogna salire da Carlopago-Karlobag al passo Stara Vrata (927 metri) presso la località Baške Oštarije. Qui siamo al passo che separa il Velebit centrale da quello meridionale. Il giorno dopo si può scendere da un'altra strada: quella che attraversa la Lika e, raggiunto il passo di Vratnik (700 metri) scende a Senj, di nuovo sul mare, una bella cittadina, l'antica sede dei pirati Uscocchi.

3 febbraio 2012

Il fiordo di Zavratnica

Il piccolo fiordo di Zavratnica presso Jablanac, ai piedi delle Alpi Bebie: i grandi traghetti lo sfiorano ma non se ne curano, proprio come i turisti camperizzati che portano a bordo.
Jablanac
La passeggiata del  fiordo di Zavratnica è una piccola perla adriatica che si apprezza di più fuori dai pienoni agostani. E' un posto che meriterebbe più attenzione e insieme più rispetto, come del resto il piccolo centro costiero di Jablanac.
Jablanac
In bianco e nero il piccolo centro di Jablanac, ormai fagocitato dalla
frenesia turistica. Le altre foto sono del fiordo, un microcosmo unico.
Jablanac è stato dapprima intasato dal traffico dei traghetti e poi sfregiato dai palazzinari della "nuova Croazia", gente innamorata delle betoniere e dei peggiori modelli italiani degli anni Novanta.
Ci sono stato fuori stagione, come sempre bisognerebbe fare con queste località che in luglio e agosto vengono travolte e nascoste dal turismo mordi e fuggi.
Vento teso, cielo basso, maglioni e giacche a vento. Quel che serve per apprezzare il sentiero pedonale che dai traghetti s'insinua fra le bianche e taglienti rocce del litorale.
Forse due, o anche tre chilometri che si snodano a pelo d'acqua e che da soli meritano un viaggio.
Ci si va a piedi, ovviamente, partendo proprio dietro il gabbiotto che distribuisce i biglietti del traghetto.
Si doppia uno sperone roccioso e si è già in un altro mondo, altro che postacci come Ibiza, Portocervo, Dubai.
Il sentiero è largo, ben fatto e procede in orizzontale fino alla piccola baia incassata tra le rocce che chiudono il fiordo.
Si continua per qualche centinaio di metri, poi il sentiero termina e bisogna tornare sui propri passi.
Volendo è possibile rientrare a Jablanc prendendo quota lungo un sentiero scalinato che raggiunge i resti di opere medioevali, poi sede di opere militari moderne.
Se non c'è la bora la variante è raccomandabile perchè, seppur così breve, ci permette scorci e punti di vista diversi.
Anche il paesino di Jablanac merita di essere visto, specie quando non c'è il traffico legato ai traghetti.
Sono poche case vecchio stile, c'è qualche bar, un piccolo ufficio postale e il vecchio Hotel Lux, molto retrò, propprio all'attracco del ferry. Ma mi raccomando, non andate mai, nemmeno a ferragosto, al cosiddetto "hotel hablana", un mostro cementizio figlio dell'ignoranza e della strafottenza: prima fallisce e meglio è.

27 settembre 2011

Laurana, da dove inizia la lunga passeggiata a mare che si spinge fino a Kantrida

A due passi dalla più nota Opatija-Abbazia con cui forma ormai un unico centro abitato, Lovran-Laurana è una delle (numerose) perle del Golfo del Quarnaro.
L'inizio della passeggiata presso il Park Hotel di Laurana.
L'aspetto attuale del litorale di Abbazia si delinea a metà Ottocento quando diventa una località alla moda frequentata dalla nobiltà e dalla borghesia austro-ungarica.
Fortunatamente le innumerevoli costruzioni (alberghi e ville) dall'inconfondibile sapore fin de siècle sono pervenute pressochè intatte fino ai nostri giorni, assieme ai loro parchi e giardini.
L'intero percorso si snoda sulla riva del mare.
Il borgo di Ika, tra Laurana e Abbazia, col giallo Hotel Villa Schubert.
La strada litoranea è molto trafficata ma qui è possibile muoversi agevolmente a piedi percorrendo la lunga passeggiata a mare che parte da Laurana-Lovran, tocca Icici-Ičići, Ika, Abbazia-Opatija, raggiunge Volosca-Volosco oltrepassa la baietta di Preluca-Preluk e prosegue poi ancora per un tratto in direzione di Fiume-Rijeka interompendosi poco prima del sobborgo di Kantrida. E' possibile ritornare con gli autobus del servizio urbano, sempre numerosi (si paga a bordo con moneta locale).
👉D'estate l'intera zona è molto frequentata ma il clima mite permette di percorrerla tutto l'anno (le mezze stagioni sono le migliori).
Per stavolta (visto anche il tempo così così) ci siamo limitati al tratto fino ad Abbazia, circa 12 chilometri fra andata e ritorno.

23 settembre 2011

Sulla cima del Monte Maggiore di Fiume

Il Monte Maggiore (Učka in croato) domina da nord il Golfo del Quarnaro ed è la maggiore elevazione della penisola istriana...
Vi si sale da Iĉiĉi (presso Abbazia-Opatija) con una stretta e ripida stradina asfaltata oppure dall'interno istriano, partendo dall'uscita del "Tunnel Ucka". La foto, presa dalla torretta-belvedere, é rivolta verso la città di Fiume.
Il Monte Maggiore visto dal "molo longo" del porto di Fiume.
Ciò che distingue particolarmente il Monte Maggiore è la veduta che da esso si gode su tutti i lati. Lo notarono già nello scorso secolo i suoi primi visitatori come il professor Johannes Frischauf, dell'Università di Graz, il quale dopo aver visitato diverse vette montuose in Austria, Italia, Croazia e nei Balcani, rilevò in particolare la bellezza del panorama che si offre dalla cima del Monte Maggiore.
Il Monte Maggiore visto dall'Istria interna.
👉Lo sguardo spazia dal litorale dalmata a Fiume e alle isole del Quarnaro. A sud-est il golfo di Fiume. Verso sud-ovest il litorale istriano e l'Istria interna con i sui suoi villaggi, boschi, prati. Talvolta oltre il mare Adriatico sono visibili le vette degli Appennini. A nord, oltre l'Istria interna, si si intravede il litorale di Monfalcone e Trieste. 
Il giro d'orizzonte di cui si gode dalla torretta del Monte Maggiore termina a nord-est con i monti della Ciceria e il lontano Monte Nevoso (Sneznik in croato), estrema propaggine orientale dell'arco alpino. In basso: uno zoom sul "molo longo" di Fiume.