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22 luglio 2023

Sgranocchiando uno sgombro a 5 nodi, a Lussino

Dalle rive di Lussinpiccolo (Mali Losini) all'isoletta di Sansego/Susak.
Gli sgombri "ala gradèla" con i crauti freschi (il cavolo cappuccio). Con una salsetta di olio e aglio, e niente altro.
In passato 280 ettari dei 350 ettari totali dell'isola erano vigneti e quasi
la metà della superficie era coltivata a Sansigot, chiamato anche Suščan,
un vitigno a bacca rossa autoctono di quest'isoletta sabbiosa. Gli abitanti
sono suddivisi fra i due nuclei, quello alto e quello del porto.

C'é ancora molta semplicità sull'isola "delle canne", l'unica isola di sabbia del Quarnaro; forse é dovuta anche alla forte emigrazione dei decenni scorsi nonché alla scelta, fatta da molti, di spostarsi nei centri maggiori di Cherso-Lussino o anche nelle città della costa.
In avvicinamento a Sansego/Susak. Nel riquadro i resti della "vinaccera",
com'era chiamato lo stabilimento in cui venivano lavorate le uve.
👉A parte le scarse corse del traghetto e dell'aliscafo pubblico, bisogna sapersi arrangiare per organizzarsi il viaggio, l'arrivo e l'esplorazione di questa piccola isola.
👉Prima in barca e poi a piedi, e scordatevi l'auto: qui non se ne sente il bisogno e comunque non potete portarcela. Per il viaggio mi sono arrangiato chiedendo informazioni ai "taxisti acquatici" del porto di Lussinpiccolo.
Volendo ci si può anche fermare a dormire in una "soba". E insomma: l’isola è molto silenziosa e tranquilla e dunque segue i suoi propri ritmi, per noi arrivarci è quasi un problema (però risolvibile).
"D’estate i bagnanti vengono portati sull’isola di Sansego, dove trovano «capanne, tende di lino (per ripararsi dal sole), poltroncine da spiaggia in vimini, comode sedie da riposo e cabine da bagno» (Magno, Alessandro Marzo, "Il leone di Lissa (Italian Edition)", VandA edizioni, Edizione del Kindle).

13 novembre 2021

La passeggiata boschiva Carmen Sylva ad Abbazia

Si snoda qualche decina di metri più in alto della celebre passeggiata a mare. Si cammina più spostati verso l’entroterra, cioè più a monte.
La passeggiata rivela un’altra Abbazia, un ambiente lontano dagli ammassamenti turistici. Ai margini del centro abitato e in un ambiente naturale, boschivo. Termina poco oltre il belvedere Mala Fortica, alla residenza Fortica.


Oltre che alla Mala Fortica, la passeggiata porta fino a villa Fortica (il for-
tino), una tranquilla residenza "fuori porta" a quota 160 metri sul mare.

Il percorso può essere chiuso ad anello se per il ritorno ad Abbazia si utilizza la passeggiata lungomare, cioé un tratto della meravigliosa Promenade che da Volosca porta fino a Laurana e che non stanca mai.
👉La passeggiata è stata risistemata nel 2010 e offre panche di sosta e pannelli informativi. La durata totale del percorso è di circa un'ora e mezza. Il dislivello si aggira si 160 metri.
Grazie al medico bavarese Max Joseph Örtel, il sentieri nel bosco venne
tracciato in maniera scrupolosa e ad ogni dieci minuti di percorso furo-
no predisposte panchine per la sosta.
Vedi le altre foto in Google Foto.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 2 (Opatija centro, presso Hotel Palace)
Quota massima raggiunta: m 169 (villa Fortica)
Dislivello assoluto: m 167
Dislivello cumulativo in salita: m 200 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 200 circa
Lunghezza con altitudini: km 7,750
Tempo totale netto: ore 2:15
Difficoltà: T (turistico)
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Nella parte alta il tracciato originario é stato letteralmente "asfaltato" dall'incontrollata espansione edilizia dell'ultimo ventennio, mentre da villa Fortica in giù, verso il mare di Volosca un'altra opera di cementificazione era già avvenuta ai tempi della Jugoslavija di Tito. Con tutto questo, la raccomando come percorso alternativo alla congestione del lungomare, da valutare grazie alle suggestioni che i suoi angoli ombrosi ed appartati sanno offrire. Un tuffo nella storia.
La passeggiata scende da Villa Forica fin sul mare di Volosca, dove Carmen Sylva aveva una sua residenza. Sbucava direttamente sulla lunga passeggiata a mare che da Laurana porta fino a Volosca, toccando Ika, Icici ed Abbazia, esattamente nel punto della foto in basso. Sopra - invece - due scatti presi a Laurana (a sx) e a Volosca (a dx).


Alcune curiosità, leggende e notiziole storiche:
📌La passeggiata fu creata nel 1890 con il nome di "Aurora" e ampliata nel 1901 per l'iniziativa e grazie al sostegno finanziario del re rumeno Karol e di sua moglie la regina Elisabetta, una poetessa conosciuta con lo pseudonimo di Carmen Sylva.

16 luglio 2018

"Milica Jardasa", la passeggiata a mare che dalla baia di Preluca va verso Costabella

Lo fa collegando una serie di spiaggette e piccoli approdi tra la baia di Preluk e il quartiere di Kantrida, all'estrema periferia occidentale della città di Fiume.
Qui si sta tranquilli sempre, perfino a ferragosto. E' un tratto di costa completamente sconosciuto al turismo massificato della vicina Abbazia e fortunatamente ignorato dai cafoni neo-ricchi della "Croazia da bere". Anche se Costabella si trova proprio di fronte ad Abbazia ne sembra lontana mille miglia. Offre un notevole colpo d'occhio sull'intero litorale e sul massiccio del Monte Maggiore (Utcka, in croato) che lo chiude alle spalle.

Questa passeggiata va dalla baia di Preluk (Preluca) fino a Kantrida (Can-
trida, la periferia di Fiume, popolare e proletaria, dove c'è il cantiere nava-
le "3 Maggio") ed è lunga circa 3 chilometri.
Vedi le altre foto in Google Photo.
La passeggiata "Milica Jardasa" inizia alla baia di Preluca (Preluk).
A tratti più larga e simile a una classica Promenade, a volte più stretta, si spinge per 2,5 chilometri in direzione di Kantrida, passando fra scogli e calette, sempre a pelo d'acqua.
La municipalità di Rijeka ha in previsione di prolungarla di altri 3,5 chilometri edi farla giungere fino ai bagni di Kantrida.
Per ora si ferma all'altezza del bivio della litoranea, sbarrata
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
da una proprietà privata.
Venne realizzata ai tempi della dominazione italiana, come testimoniano le modeste villette in stile modernista e fascisteggiante, che ci sono giunte praticamente intatte, perfettamente conservate perfino negli infissi.
Ripercorsa oggi appare modesta, molto diversa dalla prorompente eleganza delle sontuose Promenaden asbur-giche della vicina Abbazia. Qui tutto è in tono minore, come minore era stato il fascismo italico che tentò - con risultati mo-desti assai - di gonfiare il petto nel ventennio del "libro e moschetto".
I gerarchetti e i pubblici funzionari italiani arrivati qui dopo la prima guerra mondiale, quando la città venne annessa al Regno d'Italia (ormai governato dal mascellone Mussolini) erano gente di bocca buona... figli del popolo che magari da piccoli avevano fatto la fame nelle zone depresse del Regno d'Italia e che di colpo erano diventati temuti funzionari pubblici.
Di quel mondo sopravvivono alcune amabili villette in stile modernista/futurista e anche dei bei tratti di passeggiata, ma Costabella è stata soprattutto un vorrei ma non posso, goffa imitazione dello splendore asburgico. L'orbace e l'autarchia rimanevano molto al di sotto delle sete e broccati del cosmopolitismo imperiale.

28 agosto 2017

Da Vidovici a Lubenice, a piedi per gli antichi tratturi dell'isola di Cherso/Cres

I borghi d'altura erano collegati da una rete di sentieri e mulattiere che disegnavano una gerarchia delle distanze del tutto diversa dell'attuale. Qui, per esempio, siamo dell'isola più lunga del Quarnaro.
Lubenice Cres
Il punto di arrivo della camminata è il borgo alto di Lubenizze/Lubenice, un posto che fa parte di siti "patrimonio Unesco". La camminata da Vidovici a Lubenice è un facile percorso pedonale che collega due borghi alti dell'isola di Cherso/Cres.



Vidovici Martinscica Cres
Il percorso descritto parte da qui, dall'antico borgo di Vidovici, che guar-
da dall'alto la baia di San Martino/Martinscica. Nella foto, al centro, si
vede con chiarezza l'elevazione del Monte Ossero/Osorscica, che ospita
l'unico rifugio alpino del golfo del Quarnaro/Kvarner.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Un tempo gli abitanti delle isole si avvalevano di una vasta rete di mulattiere che collegavano i paesini restando sempre in quota, costruendo in tal modo una rete facile da percorrere e quindi anche una comunità interconnessa
Passavano fra le magre coltivazioni di orti e vigne, si insinuavano fra i recinti che impedivano alle pecore, che per il resto venivano allevate allo stato semi-selvaggio, di disperdersi.
Vidovici dipendeva da Lubenizze, che a propria volta
GPS Vidovici Lubenice
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
dipendeva da Cherso (queste sono le versioni italiane dei toponimi).
Le mulattiere, i sentieri e le stradelle di servizio delle coltivazioni e degli armenti erano l'infrastruttura viaria su cui poggiavano quelle amministrative e giudiziarie.
A piedi - restando in quota - le distanza si percorrevano molto in fretta, attraversando un

16 agosto 2016

L'incredibile rifugio "Sveti Gaudent" sulle pendici dell'Osorscica, a Lussino (isola di Cherso)

L'unico rifugio alpino dell'arcipelago quarnerino è il Planinarska Kuća Sv. Gaudent (Rifugio Alpino San Gaudenzio) sul Monte Ossero-Osoršćica, la principale elevazione dell'isola di Cherso/Cres.
rifugio sveti gaudent a lussino
Si trova a 274 metri di quota lungo la dorsale del monte Ossero il cui
punto più elevato si chiama cima Televrin (m 588). Gli altri due punti
più elevati sono il Kalek (m 451) e lo Sv. Mikula (m 558).
👉E' ricavato da un ex osservatorio militare della marina italiana (negli anni fra ledue guerre l'isola faceva parte del Regno d'Italia, a differenza della dirimpettaia Veglia/Krk che apparteneva al Regno di Jugoslavija).
👉Il rifugio è gestito dalla sezione locale del club alpino croato. Dispone di una decina di posti letto affiancati su grande tavolato comune,  con materassi e coperte.
Sveti Gaudent
Si raggiunge da Ossero-Osor partendo dal campeggio che si trova oltre il ponte sul canale. Fino al rifugio sono 274 metri di dislivello. Il sentiero è tracciato nella macchia mediterranea ed è piuttosto lungo. Dal rifugio in un'altra ora si sale a Cima Televrin (m 588). La classica traversata dell'Osorcica va da Osor al rifugio Sveti Gaudent e alla cima Televrin  con successiva discesa a  Nerezine e rientro ad Osor lungo la strada (due o tre chilometri di asfalto).


Sveti Gaudent
Telefonando al gestore Zdravko Rotim (chiamandolo "Valentino" capirà che siete italiani) con uno o due giorni d'anticipo è possibile usufruirne anche fuori stagione o di lunedì (giornata di chiusura). La cucina è tradizionale (nell'angolo del barbecue c'è anche la peka dalmata).

Da queste parti i sentieri sono ben segnalati ma è bene sapere che sono "da capre" cioè con fondo pessimo, irto di pietre carsiche aguzze e taglienti. Meta da evitare in piena estate sia per il caldo che per l'affollamento. Ideale fuori stagione. 
Un punto di riferimento visibile da lontano è il traliccio radio posto 20 minuti a sud di cima Televrin lungo il percorso ad anello che scende al paese di Nerezine. Questo traliccio è ora collegato al rifugio da una pessima strada bianca di servizio: può essere usata in alternativa al sentiero che è però molto più suggestivo e panoramico. Luce, aria, aromi e colori decisamente meridionali ci accompagnano mentre la vista s'allarga all'intero arcipelago. escursioni_estive

5 marzo 2016

La passeggiata a mare Lovran-Opatija-Volosko

Questa lunga passeggiata in riva al mare è una meta che, anche da sola, merita un viaggio. Unisce cinque località della riviera d’Abbazia: inizia a Volosca, attraversa Abbazia, Icici ed Ica, raggiungendo infine Laurana.
Küstenpromenade Opatija Lovran Volosko
Sono dieci chilometri (dato GPS, i siti web parlano di 12) a pelo d'acqua fra giardini, ville e hotel d'altri tempi, colpiti ma non travolti dal modernismo jugoslavo e dal cafonal adriatico dell'ultimo ventennio. Il pezzo più bello rimane a mio avviso il tratto fra Laurana e Abbazia ma in fondo è solo questione di simpatie perchè in ogni suo tratto è in realtà da raccomandare.
Passeggiata Küstenpromenade Opatija Lovran Volosko
Il percorso si svolge forse due metri più in alto della battigia e pochi metri
più in basso della strada litoranea che corre parallela, a pochi passi di di-
stanza, ma sembra lontana  anni luce. Il tratto iniziale, vicino all'antica
Laurana, è tutt'ora il più integro, insomma  quello meglio conservato.
Ci troviamo in presenza di una una Promenade sul tipo della Tappeiner di Merano o della Sant'Osvaldo di Bolzano, con la differenza che corre interamente in riva al mare.
Fu realizzata in più tappe. Il tratto da Volosca a Slatina (Abbazia) fu terminata nel 1889, anno in cui Abbazia venne proclamata ufficialmente stazione climatica. La seconda tappa che da Abbazia proseguiva fino a Laurana, fu conclusa nel 1911.
Promenade Lovran Opatija Volosko
La passeggiata può essere interrotta in qualsiasi momento per prendere il
trolej (l'autobus urbano) che collega Rijeka con Lovran; da qualsiasi pun-
to in quattro passi si può raggiungere la più vicina fermata. L'unico para-
gone che mi viene in mente è con la Via dell'Amore alle Cinque Terre,
in Liguria. Ma qui l'atmosfera non è agreste ma decisamente asburgica,
nè può essere altrimenti visto che siamo sulla vecchia Küstenland,
il litorale adriatico delle teste coronate della Mitteleuropa ottocentesca.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
👉Qui c'era ancora l'impero asburgico ed è riuscita a sopravvivere alle più difficili stagioni: dalla belle epoque cosmo-polita e colonialista al fascismo italiano di Mussolini, dal comunismo auto-gestionario e anti-sovietico di Tito, al nazionalismo balcanico di Tudjman (che si fa riconoscere per l'invadenza cementizia).
GPS Promenade Lovran Opatija Volosko
Il tracciato visto in Google Earth.
👉I segni della storia ci accompagnano per tutto il percorso. Io l'ho percorsa partendo da Laurana dove la passeggiata ha un inizio davvero spettacolare nel parco che fronteggia il vecchio Hotel Park. Per chi parte da qui il punto di arrivo è al mandracchio di Volosko/Volosca il centro costiero che era il centro amministrativo distrettuale da cui dipendeva anche Abbazia.
👉Opatja/Abbazia venne infatti creata dal nulla, in funzione turistica, e prima del 1844 era del tutto priva di qualsiasi importanza.
Infatti quando nel 1822 Fiume venne assegnata all'Ungheria, Volosca formò uno dei tredici distretti ed entrò a far parte del circolo di Pisino e subordinata al governatore di Trieste. Volosca era sede di un Capitanato distrettuale che abbracciava quasi tutta la regione liburnica e la carsica orientale. Per i professionisti della promozione turistica (si dice così, ma in realtà si tratta di vieta propaganda) dire "caratteristico paesino di pescatori" suona decisamente meglio.

12 novembre 2014

Il sentiero nel bosco da Beka a Bottazzo

Pochi ci badano, ma la Val Rosandra ha inizio a Beka, minuscolo centro sloveno ai margini della vecchia strada Trieste-Fiume...
Val Rosandra
I colori d'autunno rendono un'escursione in Val Rosandra ancora più
affascinante. Sono i colori che ritroviamo in un album del fotografo Emil
Sluga, che li ha raccolti scendendo in passeggiata da Beka fino alle case
di Bottazzo, in Val Rosandra.
Quasi tutte le foto sono geotaggate e perciò permettono di orientarsi
sulla mappa, a partire da quella dove ha inizio il percorso, con la piccola
cappella di Beka (la prima foto della serie)
Chi dal golfo risale il percorso del torrente Rosandra incon-tra il piccolo e appartato nucleo abitato di Bottazzo e, risalendo ancora la valle giunge ben presto al paesino sloveno Beka, vicino al vecchio confine di Pese/Pesek.
Una camminata nel bosco che il fotografo sloveno Emil Sluga ha compiuto in senso inverso, com'è più logico per chi arriva "dall'altra parte". Ne ha rica-vato un album di scatti autun-nali che ha poi depositato nel web, permettendo anche a noi di goderne...

16 ottobre 2014

Il Sentiero Rilke da Duino a Sistiana

Un aereo sentiero fra terra e mare nel golfo di Trieste.
Il Sentiero Rilke è una della passeggiate più belle e suggestive che si affacciano sul golfo di Trieste. A picco sul mare, collega Duino a Sistiana. Il sentiero prende il nome dal poeta Rainer Maria Rilke che, ospite al Castello di Duino nel 1923, vi compose le Elegie Duinesi. Rimasto a lungo in abbandono, è stato ripristinato nel 1987 dalla amministrazione provinciale di Trieste e del Comune di Duino-Aurisina. Attualmente è ufficialmente chiuso a causa di una bega fra la pubblica amministrazione e il proprietario del Castello di Duino.
La passeggiata è suggestiva, perfino un intenditore come Albano
Marcarini ha voluto inserirla nella sua raccolta di Sentieri d'Autore
(cosa successa anche con il percorso del Tram de Opcina).
In secondo piano, sulla destra, il cantiere dell'ennesima aggressione
cementezia, ancora da terminare (chi non sanare le "beghe" col pa-
drone del castello sa però come approvare una simile speculazione.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Percorrerlo è un po' come affacciarsi su un lungo balcone, solo che alle spalle, anzichè un muro, c'è la macchia verde del Carso, più alta e intricata di quella mediterranea, capace di risucchiare, silenziare e nascondere il traffico dei bisonti che corrono sulla statale e sull'autostrada, vicinissime entrambe.
E di fronte non abbiamo un
Tavoletta IGM 1:25.000 con la traccia del Sentiero Rilke, che è lungo
circa 2,2 chilometri ed ha un andamento pianeggiante. Il dislivello è sì
e no di una quarantina di metri, lungo un percorso che corre a un'altez-
di una cinquantina di metri sul pelo dell'acqua. Solitamente viene per-
corso a partire da Sistiana, avendo Duino come meta. Io invece l'ho
infilato dopo aver fatto colazione al bar davanti al Castello, per torna-
re per l'autobus a Sistiana.
mare di condomini, ma il Golfo di Trieste, con il fascino di un mare che inizia con le lagune di Grado e finisce con gli scogli di pietra d'Istria.
👉La passeggiata tra le roverelle, i lecci e i cespugli di sommaco è raccolta e protetta, ogni tanto invita ad affacciarsi sul mare per scrutare da lontano la rocca di Duino e il profilo della costa istriana. Il sentiero assomiglia alle Promenaden asburgiche e inizia uscendo dal parco del castello, largo e ben inghiaiato. Si snoda facile e tranquillo per due chilometri e mezzo, infine approda al piccolo parcheggio del campeggio sopra la baia di Sistiana. Proprio qui, quasi a strattonarci bruscamente per farci riprendere contatto con la realtà, compare tutta nuova e anzi ancora da terminare la grande, brutta, squallida colata di cemento che "valorizza" la Baia di Sistiana. La consorteria dei dilapidatori del paesaggio è sempre sveglia e attiva, nonostante la crisi...

19 gennaio 2014

A pelo d'acqua sulle tracce della belle époque da Laurana ad Abbazia

Questo è solo il primo tratto di una super-promenade marina lunga più di dieci chilometri, che conserva intatto il sapore della Mitteleuropa asburgica.
passeggiata da Laurana a Volosca
Oggi come ieri la passeggiata inizia nel centro di Lau-
rana, nel parco che avvolge il porticciolo. Sopra vedia-
mo uno scatto dal parco di fronte all'Hotel Park e sotto
una vista che mostra l'aspetto attuale dell'Hotel Lovran.
Lo sviluppo moderno del tratto costiero Volosca-Laurana ha avuto inizio con la costruzione della camionabile (che dal 1843 collega Laurana a Fiume), con l’inaugurazione di una linea regolare di piroscafi Fiume-Volosca-Abbazia- Laurana (avvenuta il 2 novembre 1884) ed infine con la realizzazione della passeggiata lungomare Volosca-Abbazia-Laurana (di cui stiamo parlando).
👉I lavori iniziarono nel 1884. Già nel 1889 era stato realizzato il tratto da Slatina a Volosca (il 1889 fu anche l'anno in cui Abbazia venne proclamata ufficialmente stazione climatica).
Invece la tratta che unisce Laurana con Abbazia fu conclusa più tardi, nel 1911.
👉La passeggiata lungomare è stata compromessa da interventi intrusivi una prima volta dopo i primi '60 (quando la Jugoslavija aprì al turismo occidentale) e poi (in corrispondenza del centro di Abbazia) dalla "nuova Croazia" di Tudjman.
Passeggiata Laurana
Da sinistra: l'hotel "Al Parco" di Laurana nel 1926 e la passeggiata in vista dell'hotel "Laurana" nel 1930. Per info sull'intero percorso Laurana-Volosca, vedi qui.

1 luglio 2012

Sul monte Sis nell'isola di Cherso/Cres

Una breve escursione in ambiente mediterraneo, appena sbarcati dal traghetto di Brestova (Istria).
La parte settentrionale dell'isola di Cherso/Cres, con a fianco l'isola di Veglia/Krk. Sulla destra, in rosso, il breve ma accidentato tracciato che conduce sulla cima del monte Sis.
L'accidentato sentiero da capre che sale alla cima de monte Sis.
Quando la porta del traghetto si apre, si crea una colonna di auto, camper, furgoni, camion e fuoristrada che si lanciano lungo la stretta strada che cavalca la dorsale nord dell'isola. Stanno incollati a quello che li precede, in attesa di un impossibile sorpasso.
Tutti corrono troppo e in pochi basano al paesaggio; non c'è spazio per parcheggiare.
Si parte da qui.
👉Ma quando si arriva al passo di Križići (m 371), che si trova nella parte più stretta dell’isola, dove c’è il bivio per il paese di Beli, c'è un largo spiazzo, ed è possibile fermarsi.
👉Mentre il serpente rombante si allontana, prendiamo l'evidente sentiero che sale con pendenza regolare tenendosi sempre sulla destra di un lungo muretto a secco, di quelli che delimitano i campi. Qualche pecora, salvia selvatica in fiore, ginestre, roverelle e macchia mediterranea, sole e mare. La zona è frequentata dai grifoni, che contendono lo spazio ai gabbiani.
👉Il segnavia bianco e rosso conduce sulla cima del monte Sis in 45 minuti (sono circa 250 metri di dislivello). Il panorama è circolare. A nord la costa istriana, a sud la stretta isola che serpeggia fino a Lussino.

3 febbraio 2012

Il fiordo di Zavratnica

Il piccolo fiordo di Zavratnica presso Jablanac, ai piedi delle Alpi Bebie: i grandi traghetti lo sfiorano ma non se ne curano, proprio come i turisti camperizzati che portano a bordo.
Jablanac
La passeggiata del  fiordo di Zavratnica è una piccola perla adriatica che si apprezza di più fuori dai pienoni agostani. E' un posto che meriterebbe più attenzione e insieme più rispetto, come del resto il piccolo centro costiero di Jablanac.
Jablanac
In bianco e nero il piccolo centro di Jablanac, ormai fagocitato dalla
frenesia turistica. Le altre foto sono del fiordo, un microcosmo unico.
Jablanac è stato dapprima intasato dal traffico dei traghetti e poi sfregiato dai palazzinari della "nuova Croazia", gente innamorata delle betoniere e dei peggiori modelli italiani degli anni Novanta.
Ci sono stato fuori stagione, come sempre bisognerebbe fare con queste località che in luglio e agosto vengono travolte e nascoste dal turismo mordi e fuggi.
Vento teso, cielo basso, maglioni e giacche a vento. Quel che serve per apprezzare il sentiero pedonale che dai traghetti s'insinua fra le bianche e taglienti rocce del litorale.
Forse due, o anche tre chilometri che si snodano a pelo d'acqua e che da soli meritano un viaggio.
Ci si va a piedi, ovviamente, partendo proprio dietro il gabbiotto che distribuisce i biglietti del traghetto.
Si doppia uno sperone roccioso e si è già in un altro mondo, altro che postacci come Ibiza, Portocervo, Dubai.
Il sentiero è largo, ben fatto e procede in orizzontale fino alla piccola baia incassata tra le rocce che chiudono il fiordo.
Si continua per qualche centinaio di metri, poi il sentiero termina e bisogna tornare sui propri passi.
Volendo è possibile rientrare a Jablanc prendendo quota lungo un sentiero scalinato che raggiunge i resti di opere medioevali, poi sede di opere militari moderne.
Se non c'è la bora la variante è raccomandabile perchè, seppur così breve, ci permette scorci e punti di vista diversi.
Anche il paesino di Jablanac merita di essere visto, specie quando non c'è il traffico legato ai traghetti.
Sono poche case vecchio stile, c'è qualche bar, un piccolo ufficio postale e il vecchio Hotel Lux, molto retrò, propprio all'attracco del ferry. Ma mi raccomando, non andate mai, nemmeno a ferragosto, al cosiddetto "hotel hablana", un mostro cementizio figlio dell'ignoranza e della strafottenza: prima fallisce e meglio è.

21 gennaio 2012

A spasso sulla Napoleonica di Trieste

Tutti la chiamano Napoleonica, ma è solo un'abitudine che si è affermata negli anni senza un ragione precisa. Il nome giusto è invece Strada Vicentina.
strada napoleonica vicentina
In senso orario: lo stemma della strada nei pressi di Prosecco, un tratto della passeggiata, il mare in direzione del Castello di Miramare, l'Obelisco di Villa Opicina, vista sul golfo di Trieste con l'Istria sullo sfondo, vista sul Faro della Vittoria.
Trieste dalla Napoleonica.
A complicare le cose si è aggiunta l'intitolazione all'alpinista Nicolò Cobolli. Per cui la denominazione più recente, più ufficiale e fatalmente meno conosciuta è Sentiero Cobolli.
E' una bella passeggiata che si sviluppa in orizzontale e a picco sul mare appena sopra Trieste da Villa Opicina a Prosecco. L'ho percorsa in senso inverso perchè a Prosecco ci sono meno problemi di Parcheggio. All'inizio è una strada pedonale asfaltata, ma poi si trasforma in larga passeggiata a fondo naturale, dal sapore austroungarico. Sono 5 chilometri di verde, relax e panorami sul golfo di Trieste, la linea di costa istriana, la laguna di Grado, Monfalcone che terminano all'obelisco di Villa Opicina dove il percorso pedonale si congiunge alla strada proveniente da Trieste. Qui c'è anche una fermata dello storico tram a funicolare che sale dalla città a Villa Opicina. Una bella idea sarebbe visitare Trieste senza entrarci con la macchina, scendendo e risalendo in tram e poi tornare con calma al parcheggio di Prosecco.

27 settembre 2011

Laurana, da dove inizia la lunga passeggiata a mare che si spinge fino a Kantrida

A due passi dalla più nota Opatija-Abbazia con cui forma ormai un unico centro abitato, Lovran-Laurana è una delle (numerose) perle del Golfo del Quarnaro.
L'inizio della passeggiata presso il Park Hotel di Laurana.
L'aspetto attuale del litorale di Abbazia si delinea a metà Ottocento quando diventa una località alla moda frequentata dalla nobiltà e dalla borghesia austro-ungarica.
Fortunatamente le innumerevoli costruzioni (alberghi e ville) dall'inconfondibile sapore fin de siècle sono pervenute pressochè intatte fino ai nostri giorni, assieme ai loro parchi e giardini.
L'intero percorso si snoda sulla riva del mare.
Il borgo di Ika, tra Laurana e Abbazia, col giallo Hotel Villa Schubert.
La strada litoranea è molto trafficata ma qui è possibile muoversi agevolmente a piedi percorrendo la lunga passeggiata a mare che parte da Laurana-Lovran, tocca Icici-Ičići, Ika, Abbazia-Opatija, raggiunge Volosca-Volosco oltrepassa la baietta di Preluca-Preluk e prosegue poi ancora per un tratto in direzione di Fiume-Rijeka interompendosi poco prima del sobborgo di Kantrida. E' possibile ritornare con gli autobus del servizio urbano, sempre numerosi (si paga a bordo con moneta locale).
👉D'estate l'intera zona è molto frequentata ma il clima mite permette di percorrerla tutto l'anno (le mezze stagioni sono le migliori).
Per stavolta (visto anche il tempo così così) ci siamo limitati al tratto fino ad Abbazia, circa 12 chilometri fra andata e ritorno.