27 gennaio 2014

Opatija, impressioni 2013

Per la prima volta ho la sensazione che il centro di Abbazia abbia  smarrito il suo tradizionale appeal mitteleuropeo.
Il centro di Opatija è diventato un suk di borse e cappellucci di
pessimo gusto,  ombrelli, straccetti dozzinali, orpelli in plastica,
musichette invadenti, slot machine e fast food che s'affacciano
su una baia di cemento. Il mare è stato allontanato come se si
trattasse di un oggetto estraneo. L'incantevole baia è diventa-
ta un ferro di cavallo in calcestruzzo con dondoli a gettone di
plastica colorata, docce con paraventi serigrafati che inneggia-
no ai marchi commerciali più trendy.
Sembra che qui facciano di tutto per farsi male da soli, d'altra parte
cosa pensare di chi considera eleganti posti così?
Dai un'occhiata con Street View.
Osservandola dalla prome-
nade che da Volosko porta verso Kantrida e Rijeka si stenta purtroppo a ricono-scerne lo skyline.
I profili dei gloriosi alberghi della belle epoque sono ormai celati da una crosta di insegne e pubblicità colorate, la vista è impedita dalla moltiplicazione dei baracchini di plastica e lamiera tirati su come capita per vendere cianfrusaglie qualsiasi.
Tutto l'armamentario consueto della riviera romagnola è stato qui rivisto al ribasso e al peggio come a voler confermare le pesanti perplessità che
gravano sulla "nuova Croazia" fin dai tempi di Tudiman.
Un cattivo gusto che non rispetta niente e nessuno: l'ambasciata polacca è ospitata in un hotel decaduto, la bandiera sventola accanto al tariffario del wellness center straccione del piano terra: rifacimento unghie, ciglia finte, pedicure, eccetera. Devo ricorrere a tutto il mio armamentario fotografico per cavar fuori dal degrado diffuso una qualche inquadratura decente, dove il bello non sia irrimediabilmente sfregiato dalle prodezze degli impuniti del posto.
Ma poi rinuncio: se Abbazia questo è, allora queste hanno da essere anche le foto.

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