Visualizzazione post con etichetta Abbazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abbazia. Mostra tutti i post

30 marzo 2022

Il "Kurhaus" o "Sanatorio Szegoe" in Abbazia

Il "Sanatorio Szegoe" era specializzato nella cura delle malattie polmonari. Poi divenne l'Hotel Belvedere, che ha chiuso da poco.
Nato da un raffinato progetto dell’architetto Max Fabiani, il sanatorio viene edificato a fine Ottocento dall’azienda di “Carlo ing. Conighi, Impresa di costruzioni, Fiume–Abbazia”. Qui sopra nel suo aspetto dopo il 1945 e sotto in quello originale. E' stato costruito a fianco della Villa Kubelik.

Fu realizzato dall'ing. Carlo Alessandro Conighi (1853-1950), costruttore
fiumano che fece tra l'altro anche la nuova sinagoga di Fiume, nel 1903.
Come si legge su «La Vedetta d’Italia» del 26 febbraio 1933, al Conighi vanno ricondotte varie costruzioni in quel di Fiume e di Abbazia.
👉Tra di esse ci sono “le più sfarzose ville della riviera degli anni Trenta”, come la villa Rosalia, la villa Adria, la villa Nettuno, le ville barone Ransonnett, Smith, Harey, Frappart, Portheim, Janet, Italia, oltre all’Hotel Bellevue.
Costruito accanto alla Villa Kubelik, nel tempo è molto cambiato.
👉La sinagoga di via Pomerio a Fiume, di “aspetto orientaleggiante”, opera del 1902, fu fatta saltare in aria nel 1944, in un attentato antisemita. 
La storia del "Kurhaus" è intimamente legata a  quella della famiglia ebrea degli Szegö, tanto che divenne la clinica del dottor Kalman Szegoe in Abbazia. Il sanatorio di Abbazia venne anche citato nella Guida sanitaria italiana del 1924, a pag. 668.


18 dicembre 2021

La residenza di Carmen Sylva a Volosca/Volosko

La poetessa che sposò il Re di Romania (e che ispirò il sentiero boschivo Abbazia-Volosca) abitò nella villa color ocra sulla sinistra.
A sinistra la villa color rosso ocra in cui risiedette Carmen Sylva, che fu moglie del re di Romania e alla cui memoria é dedicata la passeggiata a monte che va da Abbazia a Volosca. L'edificio sulla destra é oggi sede del Comune di Abbazia. A Voloska si innesta sul famoso lungomare pedonale Francesco Giuseppe, che corre da Voloska a Laurana.
Carmen Sylva in un ritratto fotografico.
Uscendo da Abbazia in direzione Fiume, dove la litoranea si sdoppia, con a destra il ramo che corre sul mare e a sinistra la circonvallazione, c'é l'elegante edificio dove ha sede il Municipio di Abbazia. Sul suo fianco sinistro, al numero 1 di Ulica Marsala Tita, sorge la bassa ed elegante villa color ocra dove abitò Carmen Sylva.
👉Elisabetta di Wied fu la Regina consorte di Romania come moglie di Carlo I di Romania, ma era ampiamente nota con il suo nome letterario di Carmen Sylva.
👉A Volosca inizia (o termina) anche il famoso lungomare Francesco Giuseppe, la passeggiata lunga più di dieci chilometri che collega Volosca a Laurana, passando per Abbazia, Ičići e Ika.
👉E sempre a Voloska inizia (o termina) la passeggiata boschiva Carmen Sylva.

6 settembre 2021

L'Hotel Mozart di Abbazia, uno storico albergo in pura secessione viennese

Il vecchio Hotel Mozart si trova proprio sul corso centrale di Abbazia.
L'hotel Mozart nel 1930, quando si chiamava Hotel Eden (foto dal sito "Istriadalmaziacards").
Il suo aspetto attuale, miracolosamente sopravissuto alle traversie degli
ultimi decenni (oltre a WW1, WW2 e "brutalismo" jugoslavo).
Questo elegante hotel fu costruito nel 1894 ed ha accompagnato la storia della Abbazia turistica sin dai suoi inizi.
👉L'edificio che ospita l'hotel è un vero e proprio monumento culturale.
Si tratta infatti di un perfetto esempio di stile "secessione viennese" applicato all'architettura.
Vi transitò la crema della società mitteleuropea della belle époque.
La spiaggia di Abbazia nella belle époque: a sinistra spicca la bianca mole del Palace Hotel (con alla sinistra la mole minore della Pension Bellevue, poi inglobata nel complesso del Palace Hotel) mentre sulla destra si distingue l'altrettanto bianca sagoma dell'Hotel Mozart. In rosso, al centro, il non più esistente bagno della Slatinabucht (baia di Slatina).

28 ottobre 2019

Le castagne d'autunno di Abbazia e di Laurana

Le pendici del Monte Maggiore ospitano due tipi di marroni. Il primo è il "branac" e viene raccolto dopo essere caduto al suolo privo di riccio: va consumato subito. Il secondo tipo, "dubenac", matura più tardi e viene raccolto in mucchio (con il frutto ancora nel riccio).
marunada
A fine ottobre sulla costa liburnica si svolgono le popolari "Marunade", le
feste che celebrano la raccolta delle castagne e dei marroni e che troviamo
pari pari nei paesi dell'arco alpino e in quelli dell'Apppennino.
👉Il "branac" è facilmente deperibile e perciò va consumato alla svelta. Il secondo tipo, "dubenac", matura invece più tardi e viene raccolto in mucchio, con il frutto ancora nel riccio, e poi coperto con rami e lasciato maturare per un mese. Dopodichè si può consumare fino a Natale.
👉Il "dubenac" è di qualità più elevata e di conseguenza ha un prezzo più alto. L'estratto delle foglie veniva usato per curare la pertosse (la "tosse canina", un tempo assai diffusa).
marunada
La castagna è il frutto del castagno selvatico mentre il marrone è il risultato di un'opera di selezione ed innesti. In montagna e in collina le castagne, ricche di amidi e carboidrati, un tempo erano il cibo dei poveri, di chi non si poteva permettere nemmeno un tozzo di pane. Si mangiavano arrostite (caldarroste) oppure se ne ricavava una farina molto nutriente o infine si lasciavano seccare per conservarle più a lungo. Le castagne secche si consumavano lessate.

9 settembre 2019

Fiume ungherese e Abbazia austriaca: orgogliose diversità che saltavano agli occhi anche in tavola

«Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio della Prima guerra mondiale, Abbazia costituiva, per noi fiumani, l'Estero, in quanto era sotto l'impero austriaco, mentre i fiumani erano cittadini del Corpo Separato del Regno di Ungheria. Quindi, di là bandiere giallo-nere e da noi, accanto a quello fiumano, il tricolore ungherese, mai...
paprika e pepe
Paprika ungherese e pepe austriaco comparivano accanto al sale e diffe-
renziavano le sfere di influenza al di là di ogni ragionevole dubbio. Dal
gioco rimaneva però esclusi i pericolosi croati, raccolti in oltrefiume a
Susakpoco disposti a collaborare con gli ungheresi.
...mai separati l'uno dall'altro in occasione delle feste nazionali. Ad Abbazia predominio della lingua tedesca, da noi il nostro dialetto veneto con qualche accenno e vaga conoscenza dell'ungherese e del croato. Altre caratteristiche: accanto alla saliera, nelle trattorie e nei ristoranti, a Fiume, rosseggiava la paprika, ad Abbazia invece nereggiava il pepe macinato. Ad Abbazia grandi boccali di birra accanto ai würstel, da noi la birra piccola con il gulash a mezza mattina, al "Piccolo Borsa", in Riva.»
(Anna Maria Mori, "Nata
in Istria", edizioni BUR, posizione Kindle 2836)
Corpus Separatum fiumano
Il territorio del Corpus Separatum fiumano negli anni della "belle epoque", quando gli ungheresi flirtavano con gli italiani in funzione anti-croata. A sinistra il territorio istriano sotto amministrazione austriaca e a destra il territorio sotto amministrazione croata, facente parte del Regno di Croazia e perciò sottoposto al Regno di Ungheria.

22 dicembre 2018

Come Abbazia divenne centro di cura e soggiorno

Tutto cominciò nel lontano 1844 quando Iginio Scarpa, un ricco commerciante stanco di vivere nella vicina e caotica città di Fiume trovò un tranquillo boschetto prossimo alla chiesa di San Giacomo, a Opatija e se lo comprò. In quel luogo costruì una residenza estiva e le diede il nome della compianta moglie, Angiolina.
villa angiolina
Già nel 1845 Iginio Scarpa aveva edificato la villa e il parco tuttora esi-
stenti, e aveva preso ad ospitarvi importanti esponenti del bel mondo.
Il decollo turistico arrivò con l'apertura della ferrovia da Pivka a Fiume
nel 1873. Il ramo fiumano della Südbahn aprì Abbazia al facoltoso turi-
smo cosmopolita della belle époque.
Villaggio di pescatori, marinai e tessitrici fino alla metà del'Ottocento, Abbazia aveva cominciato a crescere quando, nel 1838, venne collegata a Rijeka con la strada costiera.
Grazie al clima mite e all’ottima posizione, il luogo divenne presto un richiamo per le élite.
La storia locale aveva poi subito un'accelerata nel 1873, con l'arrivo nel Golfo del Quarnaro della Südbahn, la ferrovia austriaca che già
dal 1858 collegava Vienna a Trieste.
südbahn
La Südbahn ("ferrovia meridionale") era una ferrovia che dal 1858 col-
legava Vienna con Trieste lungo il percorso Wien - Graz - Spielfeld/
Sentilj - Marburg - Steinbrück/Zidani Most - Laibach - Pivka - Opcina/
Villa Opicina - Triest).
👉Con un altro ramo ferroviario (la tratta Pivka-Fiume) la Südbahn collegò il golfo direttamente con Vienna, e il treno segnò il decollo di Abbazia come luogo di cura e di soggiorno internazionale (la costruzione della stazione di Mattuglie-Abbazia risale appunto al 1873).
👉Arrivò così anche la nobiltà austroungarica, compreso Francesco Giuseppe, uno tra i numerosi ospiti famosi di Opatija.
ferrovia san pietro in carso fiume
La Südbahn Wien-Triest era in funzione già dal 1858 quando venne inau-
gurata la nuova tratta Pivka-Fiume (1873), che prevedeva una fermata a
Mattuglie, sulle alture fra Fiume e Abbazia. Infine, nel 1908 entrò in fun-
zione anche una tramvia elettrica che collegava Mattuglie con Abbazia e
Laurana. Il tram rimase in servizio fino al 1933.
Sempre più spesso gli ospiti non potevano più essere ospitati ad Abbazia e hanno dovuto fare base a Fiume, ma soprattutto stabilirsi a Laurana.
👉Infine verso il 1885 é Julius Glax, rinomato balneologo europeo, a prendere il timone. Con decreto imperiale Opatija diventa ufficialmente Kurort (centrodi cura), nel 1889 e Glax viene nominato suo direttore.
👉Decine di medici giungevano dall''Austria, la Germanica, l''Ungheria, la Romania, la Galizia, l'Italia, praticando a Opatija, durante la stagione piú interessante che all'epoca durava dall''inizio dell''autunno fino a tarda primavera, mentre la
villa angiolina
Abbazia iniziò così una rapida espansione e divenne un "masse-resort":
4.009 persone nel 1890 che divennero 47.064 nel 1910 e 55.000 nel
1912, dopo che (nel 1908) era entrata in servizio la tramvia elettrica
che da Mattuglie portava la "bella gente" direttamente sulla costa di
Abbazia e Laurana. Qui si vede una delle due camelie di Dresda.
piena estate era molto meno invitante per le vacanze.
👉Il periodo d'oro della belle epoque fu interrotto dalla WW1, quando tutte le case di cura e le strutture sanitarie divennero convalescenziari per i soldati austro-ungarici.👉Poi, dopo un dopoguerra turbolento intramezzato dalla avventura golpista di D'Annunzio a Fiume, l'intera Istria passò al Regno d'Italia e i legami col vecchio mondo cosmopolita della Mitteleuropa furono recisi.

31 marzo 2017

L'Hotel Imperial di Abbazia (che era nato come "Hotel Kronprinzessin Stephanie")

L’Hotel Imperial è, in ordine di tempo, il secondo hotel di Opatija. Fu inaugurato nel 1885 con il nome di "Kronprinzessin Stephanie".
hotel imperial opatja
Il primo albergo aperto ad Abbazia fu l'hotel Kvarner, che si affacciava di-
rettamente  sul mare e il secondo fu questo, che invece stava dall'altra par-
te della strada (qui lo vediamo in Google Street View).
Hotel Stephanie Opatija
Questo era l'aspetto dell'Hotel Imperial nel 1912, quando ancora si chia-
mava "Hotel Stephanie", stesso nome della fermata servita dal tram che
da Mattuglie portava fino a Laurana (e stesso nome del rifugio sul Monte
Maggiore). Le teste coronate austroungariche salivano alla Südbahnhof
di Vienna  e scendevano qui...
C'è stato un tempo in cui la Kronprinzessin Stephanie andava per la maggiore da queste parti.
Era stata data, ancora bambina, in matrimonio contrattato a quel Rodolfo d'Asbusrgo che poi fece scalpore per il suo scenografico suicidio assieme alla giovane amante Maria Vetsera.
👉All'infelice Stephanie (che dall'arciduca Rodolfo aveva contratto la gonorrea che giustificò la conseguente richiesta di divorzio: già, non poteva procreare) venne intitolato anche il rifugio alpino situato alla sella di Poklon, sul Monte Maggiore di Fiume.
Hotel Imperial Opatija
La sua grande sala dorata continua ad essere molto ambita e ad ospitare
cerimonie, eventi e e pranzi importanti.
Tra le teste coronate ospitate dall'hotel figurarono perfino l'imperatore Francesco Giuseppe e la sua controparte germanica Guglielmo II furono tra i notabili che soggiornarono nell'albergo nel corso del XIX secolo.
Gli stili che compongono l'Hotel Imperial sono una fusion del gusto neoclassico, tendenza eclettica sviluppatasi negli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio del Novecento.
In quegli gli anni Abbazia si affermava come moderna cittadina turistica e stazione balneare con frequentazioni da tutta Europa.

10 gennaio 2017

C'era una volta il tram di Abbazia, che arrivava fino a Laurana

Collegava la ferrovia meridionale Vienna-Trieste-Fiume con le perle turistiche della bella gente asburgica e danubiana.
il tram di Abbazia Opatija Laurana Lovran
Dai 212 metri di quota di Mattuglie (dove la Südbanhof aveva la stazione
"Abbazia-Mattuglie" fin dal 1873) il tram scendeva al mare servendo uno
dopo l'altro Volosca, Abbazia, Icici, Ika e Laurana.
La linea tramviaria partiva da Matulje, nell'immediato entro-terra fiumano. Qui c'era la sta-zione di scambio con la ferro-via proveniente da Vienna: le merci andavano a Fiume e la bella gente dell'elite austro-ungarica scendeva ad Abbazia e Laurana.
il tram di Abbazia Opatija Laurana Lovran
La tramvia per Laurana aveva le seguenti fermate: Matulji Südbahnhof,
Matulji paese, Preluka, Cernikovica, campo Bez, Marketplace, Bez Hauptm,
Lipo-vica, Hotel 4 Stagioni, Skerbici, Mercato coperto, Abbazia porto,
Hotel Bristol, Hotel Stefanie, Bad Slatina, Hotel Bellevue, Pension Quet-
ta, Chiesa, Centro Luce, Punta Kolova, Costa, Toll House, Tivoli, Jcici,
Jka, vasca Lovrana, Lovrana.
L'idea di costruire un raccordo ferroviario trainato a vapore fu scartata perchè i fumi e il ru-more delle locomotive avreb-bero disturbato i facoltosi ospiti, un'elite che non badava a spese.
il tram di Abbazia Opatija Laurana Lovran
Il percorso da Mattuglie a Laurana era lungo circa 12 km e durava un'ora.
Il tram elettrico Matulji-Opatija-Lovran iniziò le corse nel 1908 e le chiusenel 1933, quando fu sostituito dalle corriere del "Consorzio Inter-comunale Servizi Automo-bilistici Fiume-Abbazia".
La bretella tamviaria fra Mat-tuglie e Laurana era all'avanguardia della tecnica e pensionò definitivamente le carrozze a cavalli in questa parte del Litorale asburgico.
👉Al capolinea di Laurana mancava lo spazio e il tram semplicemente invertiva il senso di rotazione delle ruote.
👉I bagagli venivano tra-sportati in un vagone separato. In estate prestavano servizio vagoni scoperti.
👉 Fin dal 1899 Fiume aveva un proprio tram che però non fu mai collegato alla li-nea Mattuglie-Laurana, forse perchè tra Fiume e Abbazia esi-steva una linea marittima e non si voleva danneggiarla.

11 settembre 2016

L'Hotel Adriatic ad Abbazia

E' stato una delle prime e più importanti realizzazioni fatte dal Maresciallo Tito dopo la sua apertura al turismo occidentale.
L'Hotel Adriatic ad Abbazia Opatija
Di forme moderne e dimensioni esagerate, era progettato secondo quel-
lo stile post-razionalista e "internazionale" che furoreggiava in Europa
negli anni della ricostruzione post-bellica, uno stile che fece epoca an-
che ad Abbazia/Opatija.
Dopo la stasi fascista, l'Hotel Adriatic è stato il primo alber-go costruito dopo l'epoca d'oro austro-ungarica.
Fu inaugurato nel 1963 e si trova a monte della litoranea che da Fiume porta a Icici, Ika e Lovran, leggermente arretra-to rispetto al mare.
Con l'albergo venne aperto an-che un casinò, il primo nell'Europa orientale della guerra fredda.
L'Hotel Adriatic ad Abbazia Opatija
La hall e l'ingresso dell'Hotel Adriatic in due scatti presi all'epoca della
costruzione. L'albergo fu progettato dall'architetto Andrija Cicin-Sain,
molto noto nella Jugoslavija di Tito, una sorta di Renzo Piano locale. Fu
una brusca virata rispetto allo stile della bella-epoque asburgica, che sto-
nava con alberghi come i vicini Hotel Opatija, Hotel Kristal, eccetera. 
Le camere, distribuite su otto piani, erano concepite secondo criteri innovativi: oltre alla zona bagno, ciascuna stanza disponeva anche di uno spazio affacciato su un balcone.
Sempre negli anni della Jugo-slavija di Tito, ma un po' più tardi (1971) all'Adriatic venne aggiunto un nuovo corpo che comprendeva una sala con-gressi pensata per aumentare il flusso di presenze durante i mesi invernali.
Pretenzioso ma cafonal, con-tinua ad esibire il suo "casinò", ormai fatto solo di slot-machine e irrimediabilmente fuori dal tempo.

21 marzo 2016

La lunga storia dell'hotel Kristal di Abbazia, nato per attirare la benestante borghesia ebraica

L'istruttiva storia dell'Hotel Kristal inizia nella città austriaca di Gleichenberg, nei primi anni del ventesimo secolo, quando i coniugi Breiner si trasferiscono nella Villa Helvetia di Abbazia e tentano la fortuna nella località turistica così alla moda.
Hotel Kristal Opatija
Il vecchio albergo ebraico, costruito nel 1912 , è quello piccolo color crema, 
schiacciato dalla sua addizione del 1927, il grosso parallelepipedo celeste
alla sua sinistra. Il vecchio albergo si chiama oggi Hotel Residenz. Sono en-
trambi "figli" della vecchia pensione Breiner.
I Breiner aprirono la loro umile pensione al numero 110 della vecchia Reichstrasse (l'attuale Ulica Marsala Tita).
Grazie alla brillante gestione di Mina, la moglie, e ai prezzi a buon mercato che partivano da dieci Corone al giorno, la pensione Breiner all'epoca rappresentava la migliore of-ferta come sistemazione di fascia media ad Abbazia.
👉I Breiner scommisero sulla carta ebraica, concentrandosi su come attirare quella clientela ebraica che non
Albergo Breiner Abbazia
L'albergo Breiner in tre immagini dei suoi anni migliori, quando dopo
la dissoluzione dell'Impero austro-ungarico e l'annessione dell'Istria al
Regno d'Italia, il fascismo delle leggi razziali e la seconda guerra mon-
diale sembravano pura fantapolitica.
scarseggiava nell'Austria Felix; così Sigmeund e Mina fecero del loro meglio per assicurarsi che la loro offerta comprendesse tutto ciò che chiunque professare la religione ebraica avrebbe potuto apprezzare: in cucina seguivano i dettami kosher e offrivano un servizio religioso il sabato e le festività del calendario ebraico (in que-sto vennero più tardi imitati dall'albergo Stern ).
Hotel Cristallo Abbazia
L'albergo passò di proprietà, acquistato dall'industriale e regista teatrale
Ludwig Katzenelenbogens e da sua moglie, la grande attrice Tilla Du-
rieux, che ne cambiarono il nome in Hotel Cristallo. Perseguitati dal
nazismo e dal fascismo a causa delle ascendenze ebraiche del marito,
i due si rifugiarono in Svizzera e i fascisti misero le mani sull'albergo.
👉La Pension Breiner divenne molto interessante per la clientela ebraica del primo Novecento.
La forte domanda portò rapi-damente al successo, e ben presto si dovette aumentare l'offerta di camere, per la qual cosa la dinamica Mina decise di affittare e annettere ville adiacenti (Vesna e Erminia).

7 febbraio 2016

Il turismo facoltoso della belle époque cosmopolita

Una famiglia di benestanti ebrei ungheresi in villeggiatura sul litorale prima della tempesta nazi-fascista.
Abbazia turismo belle epoque
In alto e da sinistra a destra: "mia madre, un uomo non identificato,
nonna Riemer, nonno Riemer, un cameriere, la sorella della mamma,
mia zia Klari. I bambini in basso sono (da sinistra a destra) mia so-
rella, io e il figlio di zia Klari"
. La voce narrante è quella di Ilona Rie-
mer sposata Seifert, nipote del capostipite Bernat Riemer, fondatore
di una grande panetteria a Budapest.
L'epoca magica della borghesia trionfante, ricca, attiva, cosmopolita, proiettata alla conquista del pianeta eppure ancora così contigua alla nobiltà feudale che stava finendo di scalzare...
Un ritratto di famiglia tracciato con i ricordi di una vacanza in Abbazia nel 1920 e che ritrae i membri della famiglia Riemer, ebrei ungheresi non nobili, non tanto ricchi, ma certamente membri benestanti di quella upper middle class che il lessico inglese rende meglio del nostro "alta borghesia".
Abbazia turismo belle epoque
"Siamo seduti nel giardino dell'hotel ortodosso, il Breiner. Molti dei
miei parenti compaiono in questa foto. Mia madre, mia sorella e io
siamo seduti nella parte anteriore."
 
Ilona descrive l'esperienza della vacanza ad Abbazia, allora centro alla moda, connesso a Vienna dalla modernissima "Ferrovia Meri-dionale" e il suo prolun-gamento Trieste-Fiume, da dove poi il tramvai elettrico portava fino ad Abbazia.
Tutta la famiglia allargata si era recata ad Abbazia per le vacanze estive: "Abbiamo viaggiato insieme, in treno. Oh, è stato un grande viaggio.
Hotel Breiner Abbazia
Gli "Hotel Breiner und Residenz" ad Abbazia in una cartolina del 1914.
Oggi il Breiner porta il nome di Hotel Kristal e continua ad essere affian-
cato dal più piccolo Hotel Residenz (l'originaria Pension Breiner). Sulla
destra si distinguono le torrette dell'Hotel Admiral, tutt'ora esistente.
C'è voluto quasi un giorno intero. Abbiamo dovuto cambiare treno a Fiume, non facile con i nostri grandi quantità di bagagli. In Abbazia vivevamo tutti nella Breiner Hotel, che era un hotel rigorosamente kosher. Mi ricordo che il tavolo carne e la sezione di carne sono stati fissati con le coperture rosse, e il tavolo del latte e la sezione con belle tovaglie blu. Si poteva mangiare carne o piatti a base di latte, ma le due parti erano tenute separate. Il Breiner era l'unico albergo kosher ad Abbazia, in modo che tutti i nostri conoscenti ebrei anche stati lì. La famiglia tutta è andato insieme: mia madre, mia sorella e io, e, naturalmente, la nostra Fräulein. Dal momento che ha lavorato tutto l'anno, è stato naturale che noi non l'avrebbe lasciato fuori e andare in vacanza senza di lei! Sorella minore di mia madre con i suoi due figli anche andato, come facevano i loro nonni, e credo che, anche altri. C'erano sempre un sacco di bambini in Abbazia, oltre a conoscenti, parenti e vicini di casa. Tutti si conoscevano. C'era anche sempre un rabbino che trascorreva le vacanze estive, perché il posto era abbastanza kosher per lui. Ha condotto una funzione religiosa ogni sabato, come c'era una sinagoga là, anche".

3 gennaio 2016

Hotel Opatija ad Abbazia

La lunga storia di una perla architettonica che, sebbene un po' saccagnata, è riuscita a sopravvivere ai colpi del realismo socialista degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta e poi anche alla marea cafonal del dopo-Jugoslavija.
Hotel Opatija Abbazia
Usando l'obiettivo giusto e scegliendo il punto di ripresa giusto si possono escludere dall'inquadratura quasi tutte le brutte addizioni che l'hanno snaturato e ottenere scatti come questo, che si sforzano di ridare all'Hotel Opatija il suo aspetto originale, con tanto di giardino all'italiana. Ma ovviamente è solo un esercizio di maquillage fotografico. Sul posto i segni del mal fatto emergono con evidenza e declassano non solo l'albergo ma anche il parco da cui è circondato.
Hotel Opatija Abbazia
Una cartolina degli anni ruggenti. I vetri lavorati originali, incredibil-
menmente sopravvissuti  agli anni e alle tumultuose vicende storiche.
Il vecchio e scenografico ingresso, oggi stupidamente chiuso e sostituito
da quello ricavato  nell'addizione "moderna" realizzata negli anni della
Jugoslavija di Tito, che dava sul lungo corridoio a pianterreno.
L'attuale albergo "Opatija" nasce nel 1888 come sanatorio per opera del commerciante di birra austriaco Reininghaus, che lo chiamò inizialmente "Dr. Schwartz", un nome che venne rapidamente cambiato in "Quisisana". Con la nuova denominazione divenne ra-pidamente noto come prima farmacia in Abbazia e allargò ulteriormente la sua fama ospitando dignitari e membri della famiglia imperiale.
👉Dopo la WW2 venne pesantemente rovinato da
Hotel Opatija Abbazia
Un soggiorno a piano terra rivisto negli anni jugoslavi secondo i canoni
estetici dell'epoca. L'ampia sala da pranzo, ottenuta abbassando il soffit-
to originale ed aggiungendo un volume orizzontale negli anni di Tito.
aggiunte "socialiste" di stampo sovietico. Tali stravolgimenti ne hanno fissato l'aspetto, che è quello attuale.
Oggi l'"Hotel Opatija" è un economico albergo entry-level con stanze dai servizi appros-simativi e dall'arredo staz-zonato frequentato da famigliole e giapponesi intruppati nei pullman. Dalla sua rimane la posizione centrale e la possibilità di parcheggio.
Nel 1906, quando si chiamava Hotel Quisisana. Oggi il vecchio corpo dell'hotel è "cucito" alla brutta aggiunta "moderna" dalla pretenziosa e banale reception degli anni Sessanta (quando Tito aprì al turismo ocidentale). Lo storico hotel è stato completamente snaturato dalle aggiunte volute dagli architetti di Tito: il loro tentativo di innestarvi elementi di "modernità socialista" completamente fuori contesto è purtroppo pienamente riuscito.

27 gennaio 2014

Opatija, impressioni 2013

Per la prima volta ho la sensazione che il centro di Abbazia abbia  smarrito il suo tradizionale appeal mitteleuropeo.
Il centro di Opatija è un suk di borse e cappellucci di pessimo gusto,  ombrelli, straccetti dozzinali, orpelli in plastica, musichette invadenti, slot machine e fast food che s'affacciano su una baia di cemento. Il mare è stato allontanato come se si trattasse di un oggetto estraneo. L'incantevole baia è diventata un ferro di cavallo in calcestruzzo con dondoli a gettone di plastica colorata, docce con paraventi serigrafati che inneggiano ai marchi commerciali più trendy. Sembra che qui facciano di tutto per farsi male da soli, d'altra parte cosa pensare di chi considera eleganti posti così?
I profili dei gloriosi alberghi della belle epoque sono ormai celati da una
crosta di insegne e pubblicità colorate, la vista è impedita dalla moltipli-
cazione dei baracchini di plastica e lamiera tirati su come capita per ven-
dere cianfrusaglie qualsiasi.
Se si guarda dalla promenade che da Volosko porta verso Kantrida e Rijeka si stenta purtroppo a riconoscerne lo skyline.
Tutto l'armamentario consueto della riviera romagnola è stato qui rivisto al ribasso e al peggio come a voler confermare le pesanti perplessità che gravano sulla "nuova Croazia" fin dai tempi di Tudiman.
Il cafonal croato non risparmia niente e nessuno. Il recinto della
storica Villa Angiolina on è stato ridotto così dai teppisti, ma da-
gli intelligenti assessori comunali di Abbazia.
👉Un cattivo gusto che non rispetta niente e nessuno: l'ambasciata polacca è ospitata in un hotel decaduto, la bandiera sventola accanto al tariffario del wellness center straccione del piano terra: rifacimento unghie, ciglia finte, pedicure, eccetera.
👉Dovrei ricorrere a tutto il mio armamentario fotografico per cavar fuori dal degrado diffuso una qualche inquadratura decente, dove il bello non sia sfregiato dalle prodezze degli impuniti del posto.
Ma poi rinuncio: se Abbazia questo è, allora queste hanno da essere anche le foto.