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15 gennaio 2022

La casetta liberty della zia Amelia a Cantrida

Ad un solo piano, bassa e lunga, con il pergolato, la pompa dell'acqua, un piccolo orto, il casotto degli attrezzi e la soffitta. Affacciata sul golfo.
Proprio qui, dove terminava la città di Fiume e il grande cantiere navale incernierava la città al sobborgo operaio di Cantrida e al suo amato stadio di calcio e rugby, avevamo fortunosamente ereditato dalla sorella di mio nonno una modesta ma graziosa casetta dagli interni liberty costruita agli inizi del Novecento.
Un tempo si trovava accanto alla "Trattoria al Trionfo" dei miei bisnonni
e nonni, che scomparve negli anni del dopoguerra per far posto alle nuo- 
ve arterie urbane imposte dalla espansione edilizia.
Eravamo ormai negli anni Settanta e Tito era ancora vivo e vegeto, molto impegnato a contrastare le spinte liberiste del '68 in salsa Jugo messe in scena dagli studenti cittadini e i loro complicati riflessi all'interno della nomenklatura di Zagabria, sempre più influenzata dagli esponenti della vecchia emigrazione Ustascia del dopoguerra, influenze che poi si dimostrarono letali per la Jugoslavija.

17 dicembre 2019

Immagini dal passato: la "Trattoria al Trionfo", dove sostava chi da Fiume saliva verso l'Istria

Sotto l'Ungheria e sotto l'Italia i nonni e i bisnonni l'avevano gestita a lungo questa trattoria affacciata sulla strada che si inerpicava verso Castùa e Mattuglie, per poi dirigersi verso Trieste...
Gente del quartiere di Plasse San Nicolò fotografata nel primo Novecento davanti alla "Trattoria al Trionfo", allora gestita da mio bisnonno Giuseppe Carlevaris (calvo, col numero 2) che era il papà di mio nonno Giuseppe Carlevaris (sul pilastro, col numero 1 che sembra un 4). Col numero 4 Amelia Carlevaris che era una sorella di mio nonno e col numero 5 Giuseppina, che era la sorella della scrivente Adele Carlevaris, sorella di mio padre e quindi mia zia.
La Trattoria al Trionfo in uno scatto del 1915. Sotto l'insegna spicca la testa calva di mio bisnonno Giuseppe Carlevaris che ha alla sua sinistra la figlia Amelia (col numero 3). A destra dietro la balaustra col numero 1 mio nonno Giuseppe Carlevaris.

Nei primi anni '50 il boom edilizio della Jugoslavija socialista cancellò i confini fra gli antichi quartieri e creò nuovi assi viari. Il cerchio grigio evidenzia il bivio ad "Y" che si mangiò qualche edifico, compresi quelli della Trattoria al Trionfo e l'adiacente abitazione dei nonni. Si salvò invece la casetta della prozia Amelia, una delle tre piccole case dal tetto rosso (quella al centro).

29 settembre 2019

Scartabellando alla ricerca della scomparsa "Trattoria al Trionfo", che fu tra le osterie ruspanti della periferia operaia di Fiume

E' stata la trattoria dei nonni (mio nonno e mio bisnonno) e si trovava a Cantrida, lungo la via che da Fiume saliva prima a Castùa e poi a Mattuglie per portare infine a Trieste. Un posto battuto, insomma.
Cantrida, periferia occidentale di Fiume: qui passava il confine ammini-
strativo fra il Regno d'Austria e il Regno d'Ungheria. La foto è scattata
negli anni dell'avventura insurrezionale di Gabriele d'Annunzio, quando
i suoi legionari (a destra uno di loro) occuparono Fiume e si opposero al-
esercito regolare (qui a sinistra della sbarra). 
Nel settembre del 1919 proprio da qui, da questo snodo strategico della viabilità cittadina, transitò la colonna di autoblindo e ammutinati che al seguito di D'Annunzio scendevano nel centro città.
👉Più tardi, a fascismo ormai trionfante, questa lunga strada che dalla stazione passava da Cantrida e poi a Zamet fu ribattezzata "Via della Santa Entrata" uno stigma che rimase nella toponomastica cittadina fino a quando i partigiani di Tito, il tre maggio del 1945, entrarono in città e cambiò tutto.
Sempre a Cantrida, qualche centinaio di metri più ad Est, nei '60. Qui
sorgeva la "Trattoria al Trionfo"
. Venne espropriata e abbattuta per fare
posto alla nuova viabilità. A dx, in salita la Zametska (strada per Zamet),
a sinistra la nuova Liburnijska (strada liburnica per Abbazia) e alle spal-
le, in discesa verso il centro città, la Zvonimirova Ulica.
👉Negli anni del boom edilizio del dopoguerra l'antico snodo viario venne modificato, l'osteria fu abbattuta per fare posto all'asfalto del nuovo snodo ad "Y". La periferia industriale cambiava in fretta mentre i grattacieli crescevano come funghi. 
👉Nel prontuario delle attività commerciali di Fiume del 1932 la trattoria "Al Trionfo" di Plasse San Nicolò 311 risulta intestata a mio nonno Giuseppe Carlevaris (1897-1968). In precedenza era gestita dal bisnonno Giuseppe (1866-1929).
Fiume Plasse San Nicolò
Le due mappe consentono un confronto puntuale fra il "prima" e il "dopo". A sinistra (in B&W) la situazione anteguerra, a destra (a colori) la mappa del 1952, a lavori effettuati, dove la grande "Y" rivolta a sx è ben evidente.
trattoria carlevaris
In rosso gli edifici abbattuti per far posto al nuovo bivio ad "Y".
Restò lì fino ai primi anni '50, quando lo sviluppo urbano di Fiume ridisegnò l'intera viabilità e la trattoria fu espropriata per far posto all'asfalto. Ancora negli anni ottanta  (ben dopo il Trattato Italo-Jugoslavo Osimo, il contenzioso sul rimborso di questo esproprio si trascinava  fra un ufficio jugoslavo ed uno italiano, ugualmente infettati da una burocrazia asfissiante. Ma non serbo rancore.
L'austro-ungarica barriera di Cantrida fissata nella  mappa è quella in versione dannunziana della grande foto in alto. Il grande bivio ad "Y" dei primi anni della Jugoslavia di Tito, dove si trovava l'antica trattoria "Al Trionfo". La situazione attuale è praticamente identica a quella fissata dallo scatto "jugoslavo" in bianco e nero degli anni '50.