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24 settembre 2011

La Morlacchia istriana

Gli studiosi indicano come "Morlacchia Istriana" le zone d'insediamento di coloni morlacchi in Istria
L'areale dei morlacchi istriani (tratto da E. Ivetic,
"L’Istria Moderna, Un’introduzione ai secoli XVI
 –XVIII", Trieste-Rovigno, Collana degli Atti del
CRSR, 1999, pag.134).
(la Morlacchia propriamente detta è invece è una vasta regione della Croazia occidentale oggi nota come Lika-Senj, colonizzata da popolazioni di ceppo slavo in fuga dai turchi che qui si insediarono nel XIV° secolo.
👉Si tratta di insediamenti voluti dai governanti che, in più riprese, si posero il problema del ripopolamento di vaste aree devastate da ricorrenti guerre, incursioni ed epidemie di peste.

«Le frequenti pesti e mortali epidemie susseguentisi nei secoli 1500 e 1600 produssero la necessità di molteplici trasporti di nuovi abitanti tolti da vari paesi, per rimettere a coltura le ampie contrade per spopolamento rimaste incolte. Il governo veneto li sottoponeva tutti, a titolo di privilegio, alla giurisdizione del capitano di Raspo; ma più tardi, riuscendo incomodo ai medesimi di recarsi per tutte le controversie civili a [357] Pinguente, ed onde poter

21 settembre 2011

I Morlacchi questi sconosciuti...

Citazione da Alberto Fortis, "Viaggio in Dalmazia", Alvise Milocco, Venezia, 1774.
Morlacchi
La Morlacchia in una antica mappa riportata da Wikipedia. Oggi corri-
sponde alla regione amministrativa croata della Lika  (Ličko-senjska).
Un'insediamento morlacco è presente anche nell'Istria, dove è conosciu-
to come "Morlacchia Istriana".
"Sieno della communione Romana. o della Greca, que' popoli hanno stranissime idee in proposito di religione; e l'ignoranza di coloro che dovrebbero illuminarli, a che divenghino ogni giorno più mostruosamente complicate. I Morlacchi credono alle streghe, ai folletti, agli incantesimi, alle apparizioni notturne, a' sortilegi così pervicacemente, come se ne avessero veduto l'effetto in pratica le mille volte.
Credono anche verissima l'esistenza de' Vampiri; e loro attribuiscono, come in Trensilvania, il succhiamento del sangue de' fanciulli. Allor che muore un uomo sospetto di poter divenire Vampiro, o Vukodlak, com'essi dicono, usano di tagliargli i garetti, e pungerlo tutto con le spille, pretendendo che dopo queste due operazioni egli non possa più andar girando. [...] Le donne Morlacche sono, com'è ben naturale, cento volte più paurose e visionarie de' maschi, e alcune di esse a forza di sentirselo dire si credono veramente streghe." 

10 agosto 2011

Il Sangue Morlacco della Luxardo

La Luxardo S.p.A. continua a produrlo anche oggi nel suo stabilimento di Torreglia (Padova), dove si è trasferita nel 1947 per sfuggire alla Jugoslavija di Tito.
E' il celebre maraschino di Zara, che venne così ribattezzato così da Gabriele
D'Annunzio
durante i mesi della sua avventura fiumana ed é di colore rosso.
Viene ottenuto dal succo fermentato delle marasche che poi viene invecchiato per due anni in tini di rovere.
Per gli estimatori, il retrogusto lungo dovuto alle marasche zaratine, lo renderebbe unico in abbinamento con il cioccolato fondente.
Oggi le marasche provengono dalle 20.000 piante di che la Luxardo coltiva ad hoc a Torreglia, presso Padova e la bottiglia è rotonda con capsula nera; sull'etichetta frontale è riprodotto l’autografo di D’Annunzio relativo al "battesimo" del Sangue Morlacco (a causa del suo colore rosso cupo, come il  sangue dei Morlacchi, popolazione balcanica dell'entroterra dalmata): "Ecco la malinconia di Zara, chiusa in una bottiglia di Maraschino ed il liquor cupo che alla mensa di Fiume chiamavo Sangue Morlacco"