Citazione dal resoconto di Alberto Fortis, "Viaggio in Dalmazia", Alvise Milocco, Venezia, 1774.
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La Morlacchia in una antica mappa riportata da Wikipedia. Oggi corri- sponde alla regione amministrativa croata della Lika (Ličko-senjska). Un piccolo insediamento morlacco è presente anche nell'Istria, dove è conosciuto come "Morlacchia Istriana". |
Credono anche verissima l'esistenza de' Vampiri; e loro attribuiscono, come in Trensilvania, il succhiamento del sangue de' fanciulli. Allor che muore un uomo sospetto di poter divenire Vampiro, o Vukodlak, com'essi dicono, usano di tagliargli i garetti, e pungerlo tutto con le spille, pretendendo che dopo queste due operazioni egli non possa più andar girando. [...] Le donne Morlacche sono, com'è ben naturale, cento volte più paurose e visionarie de' maschi, e alcune di esse a forza di sentirselo dire si credono veramente streghe."
Il costume dei pastori morlacchi delle regioni dinariche (come l'entroterra dalmato, la Lika e il Velebit) era un perfetto esempio di abbigliamento funzionale, progettato per resistere ai climi rigidi della montagna e al pascolo nomade.
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| Il pastore morlacco col suo gregge suoi monti. |
Opanci (calzature): calzature tradizionali con suola di cuoio grezzo legate al piede e alla caviglia tramite intrecci di stringhe in cuoio o corda. Garantivano un'ottima aderenza sui terreni rocciosi e scoscesi.
Prsluk o krožet (gilet/soprabito): un gilet corto di panno di lana cotta pesante (čoha o sukno), spessa e impermeabile. Spesso era privo di maniche per garantire ampia libertà di movimento e poteva essere decorato con ricami strutturati in filo rosso o bottoni in metallo/argento nelle occasioni più formali.
Camicia di lino o canapa: una tunica ampia, tagliata dritta, spesso lasciata grezza e stretta in vita da una cintura.
Kamenica o čulaf (copricapo): il copricapo tipico della zona dinarica, come la celebre capella dalmata/croata (un berretto rigido e piatto, rosso e nero) o cupole in feltro di lana grezza per ripararsi da sole, pioggia e vento.
Pas o tkanica (cintura metallica o in tessuto): ampie cinture di lana intrecciata a colori vivaci, oppure spessi cinturoni in cuoio muniti di tasche, usati per portare con sé utensili quotidiani (coltelli, acciarini per il fuoco, pipe).
Pantaloni (hlače/glaće): pantaloni di lana cotta spessa, tagliati stretti alle caviglie per infilarsi agevolmente nelle calze di lana grezza (praglje o bičve), ideali per proteggere le gambe dalle rovi e dal freddo pungente dell'altopiano.
Kabanica/struka (mantello pesante): il pezzo fondamentale per la vita all'aperto: una pesante mantella con cappuccio in panno di lana grezza o pelle di pecora (kožuh), usata come scudo contro la neve e come coperta durante le notti trascorse all'aperto con il gregge.


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