21 settembre 2011

I Morlacchi questi sconosciuti...

Citazione dal resoconto di Alberto Fortis, "Viaggio in Dalmazia", Alvise Milocco, Venezia, 1774.
Morlacchi
La Morlacchia in una antica mappa riportata da Wikipedia. Oggi corri-
sponde alla regione amministrativa croata della Lika (Ličko-senjska).
Un piccolo insediamento morlacco è presente anche nell'Istria, dove è
conosciuto come "Morlacchia Istriana".
"Sieno della communione Romana. o della Greca, que' popoli hanno stranissime idee in proposito di religione; e l'ignoranza di coloro che dovrebbero illuminarli, a che divenghino ogni giorno più mostruosamente complicate. I Morlacchi credono alle streghe, ai folletti, agli incantesimi, alle apparizioni notturne, a' sortilegi così pervicacemente, come se ne avessero veduto l'effetto in pratica le mille volte.x
Credono anche verissima l'esistenza de' Vampiri; e loro attribuiscono, come in Trensilvania, il succhiamento del sangue de' fanciulli. Allor che muore un uomo sospetto di poter divenire Vampiro, o Vukodlak, com'essi dicono, usano di tagliargli i garetti, e pungerlo tutto con le spille, pretendendo che dopo queste due operazioni egli non possa più andar girando. [...] Le donne Morlacche sono, com'è ben naturale, cento volte più paurose e visionarie de' maschi, e alcune di esse a forza di sentirselo dire si credono veramente streghe." 
Il costume dei pastori morlacchi delle regioni dinariche (come l'entroterra dalmato, la Lika e il Velebit) era un perfetto esempio di abbigliamento funzionale, progettato per resistere ai climi rigidi della montagna e al pascolo nomade.
Il pastore morlacco col suo gregge suoi monti.
👉Ma in pratica come vestiva il pastore morlacco quando era sui monti?
Opanci (calzature): calzature tradizionali con suola di cuoio grezzo legate al piede e alla caviglia tramite intrecci di stringhe in cuoio o corda. Garantivano un'ottima aderenza sui terreni rocciosi e scoscesi.
Prsluk o krožet (gilet/soprabito): un gilet corto di panno di lana cotta pesante (čoha o sukno), spessa e impermeabile. Spesso era privo di maniche per garantire ampia libertà di movimento e poteva essere decorato con ricami strutturati in filo rosso o bottoni in metallo/argento nelle occasioni più formali.
Camicia di lino o canapa: una tunica ampia, tagliata dritta, spesso lasciata grezza e stretta in vita da una cintura.
Kamenica o čulaf (copricapo): il copricapo tipico della zona dinarica, come la celebre capella dalmata/croata (un berretto rigido e piatto, rosso e nero) o cupole in feltro di lana grezza per ripararsi da sole, pioggia e vento.
Pas o tkanica (cintura metallica o in tessuto): ampie cinture di lana intrecciata a colori vivaci, oppure spessi cinturoni in cuoio muniti di tasche, usati per portare con sé utensili quotidiani (coltelli, acciarini per il fuoco, pipe).
Pantaloni (hlače/glaće): pantaloni di lana cotta spessa, tagliati stretti alle caviglie per infilarsi agevolmente nelle calze di lana grezza (praglje o bičve), ideali per proteggere le gambe dalle rovi e dal freddo pungente dell'altopiano.
Kabanica/struka (mantello pesante): il pezzo fondamentale per la vita all'aperto: una pesante mantella con cappuccio in panno di lana grezza o pelle di pecora (kožuh), usata come scudo contro la neve e come coperta durante le notti trascorse all'aperto con il gregge.

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