La "Osteria Bottazzo" si trovava sulla sponda italiana del torrente Rosandra mentre sulla sponda slovena, appena dopo il ponticello pedonale, c'era la barra confinaria bianca, rossa e blu della Jugoslavija.
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| Paolo Rumiz l'ha descritta come "l'ultimo calice prima di Vladivostok", un luogo sospeso dove ci si sedeva a ridosso della cortina di ferro per guardare "dall'altra parte", la parte jugoslava, sorseggiando vino Terrano o una Terranella". |
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| E' stata una specie di rifugio, di shangrillà degli irregolari transfrontalie- ri, l'unico posto in cui i contrabbandieri (sloveni di speck, carni, sigarette e alcolici, italiani di caffè, zucchero, calze di nylon) e i viandanti solitari si sedevano allo stesso tavolo per condividere un piatto di jota e quattro chiacchiere senza badare alle bandiere. |
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| La notte del 20 dicembre 2007 (ingresso della Slovenia nell'area Schen- gen) a Bottazzo ci fu una grande festa, con la Maxmaber Orkestar a suo- nare musica balcanica e Krleža e Rumiz presenti, venne simbolicamen- te abbattuta la sbarra confinaria tra i boschi, trasformando un luogo didivisione in una via di passaggio. |
👉La val Rosandra è l'imbuto in cui si infila la bora prima di abbattersi sul golfo di Trieste. È una terra dura, "masticata" dal vento e dalla pietra, un'incredibile anomalia geografica, un vero canyon alpino, con ghiaioni e pareti verticali, a due passi dal mare Adriatico. Su quelle rocce è nata la grande scuola triestina di alpinismo (da Julius Kugy a Emilio Comici e ai Bruti della Val Rosandra). Per i triestini, la Val Rosandra comincia dal Rifugio Premuda, il più basso rifugio alpinistico d'Italia, e prosegue (a piedi lungo) il vecchio sentiero di fondovalle o anche lungo la vecchia ferrovia (oggi ciclabile Cottur).
Nota storica sui contrabbandieri della Val Rosandra: il contrabbando in Rosandra non è nato con il confine del 1947. La valle è stata la Via del Sale fin dal Medioevo. Quando i signori di Trieste o i duchi d'Austria imponevano gabelle sul sale estratto dalle vicine saline di Zaule, i contrabbandieri risalivano la gola a piedi per rivendere l'oro bianco nell'entroterra senza pagare il dazio. Nel Novecento, la vecchia ferrovia Trieste-Erpelle (oggi ciclabile "Giordano Cottur") offriva ulteriori anfratti e massicciate ideali per nascondere i sacchi prima di scendere in città.




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