22 gennaio 2017

Kazun, il trullo dei contadini istriani

Era una baita campestre, un capanno per gli attrezzi e un riparo tempo-raneo per chi lavorava nei campi.
kazun istria trullo
Il reticolo dei muretti a secco che fungevano da recinzione al posto del
prezioso legno, il paesaggio agricolo istriano era uinteggiato dai kazun,
rotondi edifici agricoli con funzioni simili a quelle della baita.
Molte volte faceva corpo unico con gli onnipresenti muretti a secco, che nel pietroso e cal-cinato paesaggio istriano sostituivano le recinzioni fatte con i pali e le assi in legno.
Veniva interamente innalzato a secco, senza malta o altri le-ganti, perchè bastava adattare le pietre trovate sul posto mentre si procedev alla scassatura e sistemazione del terreno perla messa a coltura.
kazun istria trullo
Realizzato senza malta e senza impalcature durante la costruzione.
Il kazun è un perfetto esempio di regionalismo architettonico: materiali del posto (uno solo, la pietra), tecniche costruttive elementari (pietre in ap-poggio, senza leganti), so-luzioni multi-funzione (muro spesso che sostiene il tetto e nel contempo difende dalla calura estiva), bassa tecno-logia e perfetto adattamento all'ambiente.
kazun istria trullo
Le quattro fasi costruttive del "trullo istriano". L'allineamento porta-finestra favorisce il ricambio d'aria e climatizza lo spazio interno. Il kazun è conosciuto anche come casita, bunje, ćemeri, poljarice, kućice, vrtujci, komarde o trimiSi sono diffusi nel 1700 e nel 1800 specialmente nella zona attorno a Dignano, quando il costante aumento della popolazione si tradusse nella messa a coltura e a pascolo di nuove superfici agricole.


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