2 maggio 2023

Oggi verrebbe considerato un ecomostro, eppure all'epoca veniva molto stimato in quanto progetto sociale ispirato dalle teorie di Le Corbusier

Il brutalista "quadrilatero di Melara" a Trieste, un pugno negli occhi che chi si avvicina al golfo non può fingere di non vedere. E' lì dal 1982.
Architettura sociale brutalista: come a "Le Vele" di Napoli-Scampia oppure al chilometro di cemento del "Corviale" a Roma. Per quanto ne so "Le Torri" di Trento-Villazzano restano fra i pochi esempi che non sputtanarono il maestro.
La corte interna e le ragioni di chi ci abita. "Mi ghe abito e x quanto si ...
xe brutto da veder ...no cambiassi con un appartamento in città.... go u-
na vista spettacolare... aria bona .. appartamento grande....tanto verde in-
torno e un giardino interno con arena x spettacoli ke tanti se lo scorda....
Una Microarea ke funziona benissimo x gli anziani del rione... e tante at-
tività....oltre che esser teatro de fiction...film... e video musicali...."
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Il quadrilatero di Melara è stato progettato da un nutrito gruppo di professionisti triestini selezionato dall'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri, coordinati da Carlo Celli dello studio Celli di Trieste e costruito tra il 1969 e il 1982 sotto le teorie socio-architettoniche di Le Corbusier.
👉Il complesso è formato da due corpi di fabbrica a L alti dai sette ai quindici piani, per un volume di 267.000 metri cubi su una superficie di 89.000 metri quadri e conta 648 appartamenti, da 45 a 100 metri quadrati, per circa 2.500 residenti.
👉I due edifici a L sono posti in comunicazione attraverso percorsi coperti che formano al centro una grande crociera, luogo di incontro. Nell'intento progettuale l'idea era quella di creare una sorta di "villaggio indipendente" fornito di tutti i bisogni primari (negozi, scuole, ecc.). Le chiavi dei primi appartamenti furono consegnate tra il 1979 e il 1981 soprattutto a coppie giovani.

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