17 dicembre 2012

L'Hotel Neboder di Susak

Il progetto risale agli anni fra le due guerre mondiali, quando il sobborgo di Susak faceva parte del Regno di Jugoslavija e il letto del fiume Eneo lo separava dall'italiana Fiume.
Al tempo della costruzione. Se gli italiani costruivano
il grattacielo alla fine del Corso, dall'altra parte del
fiume Eneo gli slavi tiravano su un edificio gemello.
Nel novembre del 1934 fu pubblicato il bando di concorso per la progettazione di questa complessa struttura la cui costruzione iniziò nel 1939 e non fu priva di problemi.
Con la comparsa del prestigioso Rijecki Neboder in fondo al Corso di Fiume, nell'allora Piazza Regina Elena (oggi Piazza Adriatica) il progetto divenne motivo di orgoglio croato e alla fine i suoi progettati 14 piani divennero un simbolo che avrebbe dovuto contraddistinguere Sušak e i suoi abitanti dalla città di Fiume, il cui grattacielo era destinato ad avere un piano di meno.
La costruzione del complesso terminò però solo nel 1947, a guerra finita, quando entrambi i grattacieli ormai abitavano sotto lo stesso tetto politico e la competizione aveva perso di significato. La gente imparò a conoscerlo come "Hotel Neboder", come dire che l'albergo prevalse sulla "casa nazionale".
L'aspetto attuale del Neboder. L'intenso traffico lo
soffoca fino a nasconderlo alla vista. E' stato ristrut-
turato nel 2007.
Oggi l'edificio è protetto dalla sovraintendenza ai beni culturali. L'hotel fa parte del complesso Hrvatski Kulturni Dom (Casa della Cultura Croata), ed è la parte più alta della costruzione, un grattacielo alto appunto 14 piani, che domina la parte centrale dell'odierna Fiume ed è rivolto verso il mare.
La posizione e l'altezza dell' hotel rendono possibile la vista di tutta la baia quarnerina, dal Monte Maggiore (Učka), ad Abbazia, tutta la città' di Fiume, sino a Kostrena, Porto Rè (Kraljevica) e l'isola di Veglia (Krk).
Oggi l'albergo non ha più il ruolo che aveva negli anni 50 e 60 dello scorso secolo, quando era uno dei punti centrali della vita notturna cittadina.
Sono stati gli anni migliori della Jugoslavija, anni che videro Tito protagonista sulla scena politica mondiale in quanto leader del non allineamento sul piano internazionale e dell'autogestione su quello interno, insomma polo di attrazione per quelle nazioni che intendevano smarcarsi sia dagli USA che dall'URSS.

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