28 gennaio 2012

13 luglio 1920 - a fuoco il Narodni Dom

Il Narodni Dom  di Trieste (=casa del popolo) era un grande edificio plurifunzionale situato nel centro di Trieste, dove avevano sede le organizzazioni sociali degli slavi del litorale.  
(Boris Pahor, "Qui è proibito parlare", Fazi Editore, Roma, 2009)
L'edificio del Narodni Dom triestino a fuoco nel 1920. 
Ospitava anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (l'Hotel Balkan). Ho visto qualcosa di analogo in Piazza Matteotti a Carrara, ma lì l'edificio situato nel centro città è di proprietà della FAI (Federazione Anarchica Italiana), così amata dai cavatori delle Apuane.
Altri luoghi, altre sensibilità.
Il Narodni Dom nel suo aspetto originario.
Fu progettato da Max Fabiani nel 1902 e venne inaugurato nel 1904.

La responsabilità diretta  dell'incen- dio dell'Hotel Balkan (così lo chiamavano gli italiani) alias Narodni Dom (così lo chiamavano gli slavi) non fu mai del tutto chiarita, ma è chiaro che, storicamente parlando, l'incendio avvenne nel clima della "Trieste redenta" dove lo sviluppo del fascismo fu precoce e rapido, talmente virulento da annichilire qualsiasi legame con la tradizione moderata degli irredentisti italiani sviluppatasi sotto l'impero asburgico. Qui (come nella Trento del socialismo autonomista di Cesare Battisti) il fascismo trionfante fu lesto ad imporre il proprio marchio reazionario.
Un caso di "revisionismo storico" ante litteram?

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