"Il primo maggio 1945 i partigiani celebrarono il Labour Day accendendo sulle montagne attorno a Fiume dei fuochi così grandi che potevano essere visti dalla città, mentre i nazisti continuavano la loro azione distruttiva distruggendo i binari della ferrovia e resistendo ai comunisti".
Mia zia Adele era ingenua fin che basta, e si meravigliava della determinazione mostrata dai combattenti slavi, non capiva com'essi potessero confonderla coi loro nemici.
Eppure proprio lei aveva portato il gagliardetto fascista delle giovani fiumane nelle cerimonie del fascismo cittadino. Che dire?
Erano "i 'sciavi", gli schiavi, come eravamo abituati a chiamarli fin dai tempi della Serenissima, ed eravamo abituati a non vederli, ma c'erano, ed erano la maggioranza! Con Tito era venuto il loro tempo, ed erano lì per fare i conti per quanto avevano dovuto subire sotto il fascismo. Come biasimarli per la vendetta contro chi aveva cercato di cancellarli dalle loro terre? Arrivarono in città il 3 maggio 1945.

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