29 gennaio 2013

Cultura della foiba: l'istigazione a delinquere

 « Il paese [Pisino d'Istria, n.d.t.] sorge sul bordo di una voragine che la musa istriana ha chiamato Foiba, degno posto di sepoltura per chi, nella provincia, minaccia con audaci pretese le caratteristiche nazionali dell'Istria ».
Il ministro Cobolli-Gigli (a destra con i pantaloni a sbuffo)
assieme al ministro del lavoro nazista Seldte (alla sua dx)
alla stazione Termini di Roma nel corso di una visita uffi-
ciale dell'aprile 1939.
Parole del ministro fascista dei Lavori Pubblici Giuseppe Cobolli Gigli, che si era affibbiato da solo il titolo di "Giulio Italico". Non si limitò a parlare, queste parole di "preoccupazione nazionale" le scrisse nel 1927. E pensare che si riferiva all'Istria interna, un territorio a maggioranza slava. Da buon fascista, falsificava la realtà e nel farlo alzava pure la voce.
Era lo stesso uomo che nel 1919, complice il clima "fiumano", aveva istigato all'infoibamento degli slavi (ma anche di sindacalisti, socialisti, etc.): "A Pola xe l’Arena, la Foiba xe a Pisin che i buta zò in quel fondo chi ga zerto morbin".

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