E' stata una delle figure più importanti del Vittoriale. Il poeta le si rivolgeva quotidianamente con bigliettini scritti a ogni ora del giorno e della notte per richiedere menù, spuntini e merende.
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| Albina entrò a servizio di D'Annunzio a Venezia, nel 1916, a 24 anni d'età e quando il Poeta si trasferì dalla Casetta Rossa di Venezia al Vittoriale di Gardone Riviera la portò con sé con l’incarico di cuoca personale e responsabile della «cambusa». Dava corso alle "comande" che le arrivavano quotidianamente direttamente da D'Annunzio, sotto forma di bigliettini recapitati dalla servitù. A destra: la cucina del Vittoriale. |
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| Uno dei tanti biglietti inviati ad Albina da Gabriele, che si doleva di avere "una improvvisa passione per il can-nel-lo-ni". |
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Aloisia è uno dei tanti nomignoli dati da d’Annunzio a Luisa Baccara, la celebre pianista che fu sua compagna "ufficiale" negli anni del Vittoriale. D'Annunzio aveva con Albina un rapporto di complicità e amicizia, valga per tutti bigliettino: «da otto giorni non chiavo. Inutile che tu mi mandi gli zabaioni non avendo bisogno di raddrizzare la schiena. Mandami piutto- sto una mona sottile». |
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| La visita del ministro sovietico Cicerin scatena in D'Annunzio confidenze culinarie: «L’altra sera, dopo ventinove ore precise di stretto digiuno ir- rigato d’acqua ascetica […] inghiottii sette uova col guscio, e il nero ca- viale del mio diletto infetto Cicerin, e i misteriosi scampi del mio Carna- ro tradito, e la carne dell’irsuto porco e gli afrodisii tartufi dal detto por- co dissepolti, e le più acerbe frutta, e il più grosso cacio, e il più denso caffè». |
(da "La cuoca di d'Annunzio: I biglietti del Vate a 'Suor Intingola'. Cibi, menù, desideri e inappetenze al Vittoriale", UTET Ed. del Kindle)




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