29 dicembre 2016

Risi e bisi, che san di Venezia e d'Oriente...

Sulle tavole della nobiltà veneziana, come su quelle della gente di rango più modesto, oltre alla polenta, l’ingrediente più rappresentativo era il riso. Così era nei secoli della Dominante, di qua e di là dell'Adriatico.
risi e bisi
I motivi che fanno del Vialone Nano veronese un riso speciale sono, se-
condo gli  esperti, il terreno alcalino e le acque di risorgiva, che proven-
gono dal sottosuolo dopo aver attraversato rocce calcaree.
Venezia aveva fatto conoscere il riso grazie ai suoi traffici con l'Oriente.
Poi, dalla prima metà del 1500, aveva anche cominciato a coltivarlo nelle vaste pianure attorno a Isola della Scala.
In questa zona della bassa ve-ronese le colture erano e sono alimentate da acqua di risor-giva, filtrata e purificata dal terreno.
Il risotto con i piselli con-quistò le tavole veneziane ed entrò stabilmente nella tradizione gastronomica veneta. Ecco una ricetta per sei persone pescata nel web: "Tre litri de aqua e sse gavé qualche cròdiga, tre eti de bisi sechi; far bòier. Intanto in una fersora meter:un éto e meso de panzéta fumigàda, taiàda picolisima, farla rosolàr pian e po' zontàrghe do eti de cipola taiàda fina; pena la sse fá trasparente, meter tre o quatro denti de àio sse volé, un poco de persémolo, do fòie de lavrano che nó le devi mancar in tei minestroni. Quando tuto xé andá in pàpa zontàr do eti de risi. A chi ghe piàsi, prima de servìr meterghe un poco de bon formaio. Mi el minestron, lo lasso riposar una meza ora prima de intossicar i ospiti."

Nessun commento:

Posta un commento