14 agosto 2016

Il polpo seccato al vento e al sole di ferragosto

Suhi štokalj, ossia il polpo essiccato al vento salato della costa.
polpo essiccato
Sei giorni sul balcone ed è pronto. I tentacoli si possono tagliare
e mettere nel congelatore, per i mesi invernali. E' un pezzo della
cucina tradizionale che se ne sta andando, assieme alle biete col
pesce azzurro, con le seppie e con i calamari.
E' sempre più raro vedere i polpi stesi ad asciugare al vento: sono gusti e odori di usanze quasi scomparse, 
Eppure per secoli i pescatori mediterranei lo facevano, dalla Grecia in su, prima che qualcuno inventasse il frigorifero.
Il pescatore afferrava il polpo e lo sbatteva più volte a terra per ammorbidirlo, poi gli toglieva la testa e con due colpi lo fissava ad un palo che alzava nel vento.
Rimaneva lì dai cinque ai sette giorni, poi era considerato pronto.
Una preparazione semplice semplice ma molto ricca d'aroma e sapore di mare consiste nel mangiarselo semplicemente in insalata senza nemmeno salarlo, basta il sale contenuto nel polpo stesso, che va solo inumidito con un filo d'olio di oliva.
Ma si può preparare anche a tocchetti che poi vanno scottati sulle braci e infine inumiditi con olio, e spruzzati di pepe nero.
Così diventa più morbido e perde quella croccantezza gommosa che non tutti apprezzano.
E oltre a sostituire il baccalà, il polpo secco può comparire anche nel gulasch con le patate.

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