3 gennaio 2016

Hotel Opatija ad Abbazia

La lunga storia di una perla architettonica che, sebbene un po' saccagnata, è riuscita a sopravvivere ai colpi del realismo socialista degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta e poi anche alla marea cafonal del dopo-Jugoslavija.
Hotel Opatija Abbazia
Usando l'obiettivo giusto e scegliendo il punto di ripresa giusto si possono escludere dall'inquadratura quasi tutte le brutte addizioni che l'hanno snaturato e ottenere scatti come questo, che si sforzano di ridare all'Hotel Opatija il suo aspetto originale, con tanto di giardino all'italiana. Ma ovviamente è solo un esercizio di maquillage fotografico. Sul posto i segni del mal fatto emergono con evidenza e declassano non solo l'albergo ma anche il parco da cui è circondato.
Hotel Opatija Abbazia
Una cartolina degli anni ruggenti. I vetri lavorati originali, incredibil-
menmente sopravvissuti  agli anni e alle tumultuose vicende storiche.
Il vecchio e scenografico ingresso, oggi stupidamente chiuso e sostituito
da quello ricavato  nell'addizione "moderna" realizzata negli anni della
Jugoslavija di Tito, che dava sul lungo corridoio a pianterreno.
L'attuale albergo "Opatija" nasce nel 1888 come sanatorio per opera del commerciante di birra austriaco Reininghaus, che lo chiamò inizialmente "Dr. Schwartz", un nome che venne rapidamente cambiato in "Quisisana". Con la nuova denominazione divenne ra-pidamente noto come prima farmacia in Abbazia e allargò ulteriormente la sua fama ospitando dignitari e membri della famiglia imperiale.
Negli anni del secondo dopo-guerra venne pesantemente
Hotel Opatija Abbazia
Un soggiorno a piano terra rivisto negli anni jugoslavi secondo i canoni
estetici dell'epoca. L'ampia sala da pranzo, ottenuta abbassando il soffit-
to originale ed aggiungendo un volume orizzontale negli anni di Tito.
Il vecchio corpo dell'hotel è "cucito" alla brutta aggiunta "moderna" dal-
la pretenziosa e banale reception degli anni Sessanta (quando Tito aprì
al turismo ocidentale). Lo storico hotel è stato completamente snatura-
to dalle aggiunte volute dagli architetti di Tito: il loro tentativo di inne-
starvi elementi di "modernità socialista" completamente fuori contesto
è purtroppo pienamente riuscito..
rovinato da aggiunte "sociali-ste"di stampo sovietico. Tali stravolgimenti ne hanno fissato l'aspetto, che è quello attuale.
Oggi l'"Hotel Opatija" è un economico albergo entry-level con stanze dai servizi appros-simativi e dall'arredo staz-zonato frequentato da fami-gliole e giapponesi intruppati nei pullman. Dalla sua rimane la posizione centrale e la pos-sibilità di parcheggio.
Direi che andrebbe racco-mandato come caso di studio agli studiosi di architettura; tra le varie curiosità edilizie c'è anche l'adiacente storico edi-ficio che ospita una clinica stomatologica e che con la sua presenza rimanda alle origini sanitarie e salutiste dell'albergo.

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